Il sincrotrone è un acceleratore di particelle. Ma come può essere utile uno strumento così particolare alla cura dei tumori? La risposta sta nell’adroterapia, una tecnica di radioterapia innovativa che al posto dei classici raggi X (che sono fotoni), utilizza ioni carbonio e protoni emessi da un acceleratore di particelle, appunto il sincrotrone. Il nome adroterapia deriva dal fatto che gli ioni carbonio e protoni sono adroni, cioè particelle subatomiche pesanti.

Ma vediamo meglio quali sono i vantaggi dell’adroterapia rispetto alla radioterapia della quale è una forma avanzata. I vantaggi stanno nella maggiore selettività ed efficacia. Ovvero, la radioterapia utilizza i raggi X e questi attraversano il corpo da parte a parte e rilasciano energia lungo tutto il percorso, quindi non possono essere concentrati su un bersaglio specifico come la massa tumorale. Invece gli adroni per loro stessa natura sono balisticamente più precisi e rilasciano la dose proprio sul bersaglio, il cancro. Di conseguenza, danneggiano meno i tessuti sani, e questo è fondamentale per alcune sedi critiche come la base del cranio, gli occhi e per i tumori pediatrici per fare alcuni esempi, quindi sono molto più selettivi. Il secondo vantaggio, che riguarda però soltanto gli ioni carbonio e non i protoni è che questa particelle hanno maggiore efficacia biologica, sono più potenti nel distruggere le cellule tumorali: il danno sul DNA provocato dagli ioni carbonio è tre volte superiore a quello della terapia classica.

L’Italia è all’avanguardia nell’utilizzo di questa tecnica. Infatti la Fondazione CNAO di Pavia, Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, è uno dei sei centri al mondo e dei due in Europa in grado di effettuare trattamenti sia con protoni che con ioni carbonio. Un’eccellenza che è nata dalla collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

Ma la adroterapia sostituirà la radioterapia? Purtroppo no. L’adroterapia è indicata per i trattamenti dei pazienti inoperabili oppure con tumori radio resistenti alla radiazioni tradizionali, inoltre è una tecnica molto recente per la quale è necessario accumulare ancora molti dati, in particolare sull’utilizzo degli ioni carbonio. A Pavia sono stati trattati complessivamente circa 1200 casi (ad Aprile 2017) ma la buona notizia è che da Marzo 2017 l’adroterapia è entrata nel Sistema Sanitario Nazionale, fa parte cioè dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) e questo porterà presto a elevare il numero di pazienti che si avvarranno della nuova tecnica. Si stima che ci siano circa 4500 pazienti che ogni anno potrebbero essere trattati con l’adroterapia.

Ultima nota sui costi. Come sempre le nuove tecnologie sono costose e l’adroterapia non è da meno. A oggi un trattamento con protoni costa circa 20-25 mila euro ma come detto l’entrata nel Lea dovrebbe favorire l’abbassamento dei costi.

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Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

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