Posted in Featured Informazione medico scientifica Malattie Infettive

Allergie: può l’abuso di antibiotici essere una causa?

Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.
Allergie: può l’abuso di antibiotici essere una causa? Posted on Maggio 23, 2018Leave a comment
Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

Vi è mai capitato di invitare a cena delle persone e sentirle esordire dicendo che però non possono mangiare questo o quell’alimento perché ne sono allergici? A me negli ultimi anni capita sempre più frequentemente. Queste esperienze individuali sono confermate da recenti studi che evidenziano un fenomeno a livello globale e soprattutto concentrato nelle Nazioni industrializzate. Un aumento, nel numero delle persone che soffrono di allergie, che va da 3 a 4 volte se confrontato con i dati degli ultimi dieci anni.

https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/05/04/allergie-aumento-quali-perche/

Ci sono molti motivi che possono giustificare gli aumenti delle allergie ma in questo articolo vorrei soffermarmi su un possibile motivo del quale si parla da circa dieci anni ma non era mai stato scientificamente provato. Ora, alcuni studi sono stati presentati in recenti congressi e pubblicati su riviste scientifiche autorevoli e i dati sono in corso di validazione da parti di altri laboratori internazionali. Come suggerito dal titolo di questo articolo, sto parlando della possibile correlazione tra l’abuso nell’utilizzo degli antibiotici e l’aumento delle allergie.

Uno studio americano ha dimostrato che assumere antibiotici e antiacidi nei primi sei mesi di vita sarebbe associato al rischio di sviluppare allergie nella prima infanzia. Stiamo parlando di allergie alimentari (aumento del rischio del 50%), allergie da farmaci (aumento del rischio del 70%), rinite allergica e asma.

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=60520

Per chi vuole leggere lo studio originale in inglese, può utilizzare questo link.

https://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/article-abstract/2676167?redirect=true

Ma come mai assumere antibiotici può scatenare allergie? L’ipotesi maggiormente accreditata è che la riduzione all’esposizione ai batteri, causata dagli antibiotici, unita all’eccessiva igiene, non porti allo sviluppo ottimale del sistema immunitario. Facciamo un esempio: quando ci esponiamo ai raggi solari in estate per lungo tempo ci scottiamo mentre se prendiamo il sole poco alla volta ogni giorno ci abbronziamo e la pelle naturalmente sviluppa la protezione necessaria a evitare le scottature. L’esposizione ai batteri, banalizzando molto, funziona allo stesso modo. Contatti fin da bambini con batteri e allergeni ci consente di sviluppare a poco a poco le difese immunitarie che ci accompagneranno per tutta la vita. Per essere chiari non sto dicendo di non rispettare più le norme igieniche di base e nemmeno di non dare mai antibiotici ai nostri bambini, sto dicendo di trovare la giusta misura, ovvero di evitare di tenere i nostri figli in campane di vetro (farli giocare tranquillamente nell’erba dei giardinetti o con degli animali ad esempio). Per quanto riguarda gli antibiotici di seguire le indicazioni del medico pediatra e non forzarlo a prescrivere un antibiotico a ogni mal di gola.

Altri studi consigliano la modulazione igienistica, ovvero l’assunzione di prebiotici, probiotici e simbiotici che possono migliorare la risposta del sistema immunitario. Consigliano anche la manipolazione dell’allergene, che vuol dire introdurre nella dieta alimenti ipoallergenico di modificare il tempo di assunzione dei cibi solidi come ad esempio ritardare l’assunzione delle arachidi che è correlata a un minor rischio di manifestare allergie per questo alimento.

In conclusione, il consiglio migliore è quello di adottare misure preventive, ovvero, se non ci sono controindicazioni da parte del pediatra, di far assaggiare a nostro figlio al momento giusto tutti gli alimenti e di limitare al massimo l’uso degli antibiotici nei bambini, soprattutto come dimostrato da questo studio negli infanti nei quali le difese immunitarie si devono ancora sviluppare completamente. Inoltre, il giusto contatto con il mondo esterno è un’altra forma di misura preventiva per far sì che il sistema immunitario entri a contatto con il maggior numero di allergeni e sviluppi le contromisure adeguate.

Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *