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Razze sì, razze no?

Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.
Razze sì, razze no? Posted on Settembre 5, 20182 Comments
Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

Luigi Luca Cavalli Sforza è stato uno dei padri fondatori della Genetica di Popolazioni. Uno scienziato italiano che ha lavorato nelle Università di Parma, Pavia e poi in Germania e negli Stati Uniti.

Il suo contributo più grande è stato l’aver chiarito che il concetto di razza non ha alcun senso è ha un fondamento esclusivamente culturale ma nessuna base scientifica. La diversità tra gli esseri umani è basata sul concetto di popolazione o etnia ed è originata da poche varianti genetiche che si possono identificare a livello molecolare. Nel comune concetto di diversità vengono prese in considerazione solo le caratteristiche fisiche più evidenti che si possono riassumere nel colore della pelle e nella forma del naso e degli occhi ed ecco che facilmente riconosciamo un individuo bianco, nero o giallo. Ma queste caratteristiche esteriori sono frutto di un percorso evolutivo e di adattamento all’ambiente e così riconosciamo facilmente una persona che proviene dall’Africa dove il forte sole ha favorito l’adattamento degli individui di pelle scura. Allo stesso modo le persone del Nord Europa hanno pelle e occhi chiari in quanto non hanno bisogno dello stesso livello di protezione dal sole. Quindi le diversità sono fondamentalmente frutto dell’adattamento all’ambiente nel quale si vive.

In pratica siamo tra le specie con gli individui geneticamente più simili tra loro, rispetto alle molte altre presenti in natura. E questo lo dobbiamo al fatto che siamo una specie giovane. Ci siamo evoluti solo recentemente rispetto agli altri animali, trovando la nostra culla in Africa, dove abbiamo accumulato queste piccole differenze che ci distinguono come etnie. Una volta pronti, una piccola popolazione ha lasciato la “terra madre”, partendo alla colonizzazione del mondo e trovandosi in ambienti diversi ha selezionato gli individui più adatti all’ambiente stesso.

La “recente” origine comune, le migrazioni e il continuo accoppiamento tra i nostri avi, ha creato queste caratteristiche che ricorrono nelle diverse zone geografiche. Senza però differenziarci realmente, senza creare razze o concrete differenze genetiche.

Ma torniamo al nostro scienziato. Quale è stato il merito più grande di Cavalli Sforza?

Il suo merito più grande è stato quello di legare insieme gli studi di genetica con quelli antropologici, linguistici, archeologici, per costruire un atlante genetico del mondo, un albero genealogico dell’evoluzione umana. Come scrivevo sopra, è stato uno dei padri fondatori della Genetica di Popolazione che negli ultimissimi anni è stata molto rivalutata dalla comunità scientifica ed è diventata di interesse anche del sistema sanitario. Perché? Il motivo sta proprio nel fatto che la Genetica di Popolazione ci spiega come e quanto siamo diversi l’uno dagli altri ma anche quanto siamo vicini geneticamente nonostante le differenze esteriori. Una applicazione molto moderna è la così detta Medicina di Precisione (ne parlo qui) e la possibilità dal parte del medico di prescrivere a ogni paziente il farmaco adatto in base alle caratteristiche genetiche individuali. Un esempio pratico è dato dai farmaci contro il cancro, poiché i geni coinvolti nella genesi di un cancro possono avere mutazioni diverse da individuo a individuo o cambiare durante il decorso della malattia, è importante che questi geni vengano analizzati e che di conseguenza venga somministrato il farmaco corretto.

Altri esempi riguardano la sfera delle intolleranze, ovvero in base a specifiche mutazioni presenti in alcuni geni una persona potrebbe essere intollerante a un alimento o a una molecola presente nell’ambiente e saperlo può evitare gli effetti collaterali ben noti associati alle intolleranze.

Il Professor Cavalli Sforza ci ha lasciato una grande eredità, i suoi studi e soprattutto una traccia da seguire. E’ stato anche un ottimo divulgatore e il suo libro “Geni, popoli e lingue” (Adelphi) ne è un ottimo esempio.

Tornando alla storia del razzismo, ricordiamoci sempre che siamo tutti un po’ diversi gli unii dagli altri ma non necessariamente, da un punto di vista genetico, il nostro vicino di casa può essere più simile a noi di quanto non lo sia una persona che vive a mille chilometri di distanza.

Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

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