Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.
Come ti armo il corpo contro il cancro Posted on Ottobre 3, 2018Leave a comment
Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

Cosa hanno in comune Austin nel Texas e Kyoto in Giappone? Fino a poco tempo fa molto poco, forse nulla, da pochi giorni due premi Nobel.

Quest’anno il premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia è stato assegnato a due scienziati che indipendentemente hanno scoperto due molecole che sono fondamentali nella lotta contro il cancro. I due scienziati sono l’americano James P. Allison, appunto di Austin e il giapponese Tasuku Honjo ovviamente di Kyoto.

Che cosa hanno scoperto di così importante?

Entrambi hanno scoperto molecole che hanno la capacità di stimolare il sistema immunitario e fare in modo che combatta un eventuale tumore. Quando il cancro attacca il nostro corpo, è come se disarmasse il sistema immunitario rendendolo incapace di reagire. I due scienziati hanno trovato il modo di armarlo nuovamente per farlo combattere.

L’idea di utilizzare il sistema immunitario contro il tumore non è nuova, qualcuno lo aveva ipotizzato ben cento anni fa ma i tempi non erano maturi e solo i progressi della tecnologia hanno consentito di raggiungere i risultati celebrati dalla Accademia delle Scienze di Stoccolma. Andando più nello specifico, Allison a partire dagli anni ‘90 ha studiato e scoperto le capacità di una proteina (CTLA-4) che funziona come freno del sistema immunitario. Eliminando questo freno, ha dato la possibilità al sistema immunitario della persona malata di tumore di agire contro il tumore stesso. Inoltre, ha sviluppato questa scoperta in un nuovo approccio terapeutico dal quale è nato un farmaco, ipilimumab, in commercio dal 2011 e approvato per la cura del melanoma.

Dall’altra parte del globo e negli stessi anni, il giapponese Honjo stava studiando una proteina delle cellule immunitarie chiamata PD-1. Anche questa molecola funziona come un freno del sistema immunitario ma con un meccanismo diverso rispetto alla proteina studiata da Allison. Gli studi di Honjo hanno portato nel 2014 alla messa in commercio, da parte di due grandi case farmaceutiche, di Keytruda e di Opdivo, entrambi i farmaci sono stati validati per la terapia contro il melanoma.

Da recenti studi, PD-1 si è dimostrato più efficace di CTLA-4, infatti è stato usato con successo su altri tipi di tumore come quello al rene e al polmone. Questo non sminuisce la scoperta di Allison che infatti è co-vincitore del premio Nobel.

Il lavoro di questi due scienziati ha aperto la strada alla nascita di un nuovo approccio chiamato immunoterapia e se ne volete sapere di più potete leggere questo articolo.

Alcuni punti rimangono ancora da chiarire:

  • perché la terapia non ha la stessa efficacia su tutti i pazienti;
  • i costi della somministrazione del farmaco (noi ne parliamo qui).

I grandi progressi che l’immunoterapia sta facendo aiuteranno di certo a ridurre i costi del farmaco, mentre per capire i motivi per cui non tutte le persone reagiscono allo stesso modo alla terapia, sarà necessario studiare più nel dettaglio i meccanismi di disattivazione e attivazione del sistema immunitario.

La strada ormai è tracciata ed è grazie a persone come Allison, Honjo e tutti i loro ricercatori che possiamo alimentare la speranza di sopravvivere al cancro.

Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

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