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Di cancro ci si ammala per caso e per sfortuna…ma non solo!

Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.
Di cancro ci si ammala per caso e per sfortuna…ma non solo! Posted on Ottobre 24, 2018Leave a comment
Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

Escludendo i tumori causati da infezioni virali, è noto che il cancro sia una malattia genetica. Ovvero, nel DNA si generano degli errori che in alcuni casi provocano l’insorgenza del tumore. La domanda è quindi: cosa genera gli errori che portano una cellula sana a trasformarsi in cellula malata?

Gli scienziati si sono sempre orientati verso tre cause principali: ereditarietà, stile di vita e ambiente.

L’ereditarietà è facilmente intuibile, uno dei genitori è portatore di una variante nel DNA che trasmette al figlio o figlia e quindi è alta la probabilità che si generi il tumore. Probabilità alta, non sicurezza di ammalarsi. Precisazione non trascurabile e leggerete tra alcune righe perché.

Lo stile di vita è un altro fattore estremamente importante. E’ stato ampiamente dimostrato che il fumo, l’alcol, l’alimentazione sono potenziali agenti scatenanti un tumore.

L’ambiente ha un’influenza importante sotto forma di inquinamento atmosferico, sostanze chimiche con cui veniamo a contatto come ad esempio gli idrocarburi, diossine, amianto.

Nel 2015, due scienziati che lavorano negli Stati Uniti, un americano e un italiano, hanno pubblicato un articolo su una importante rivista scientifica, Science. In questo articolo dimostravano che il 66% delle mutazioni in un tumore sono di origine casuale. Cosa vuol dire? Che il 66% dei tumori si origina indipendentemente dal nostro stile di vita o ambiente nel quale viviamo o ereditarietà? Assolutamente no, quanto abbiamo letto poco sopra rimane vero, infatti se una cellula del polmone diventa cancerosa dopo aver subito tre mutazioni e anche solo una di queste era dovuta al fumo, significa che il cancro era prevenibile non fumando. Questo si spiega con il fatto che praticamente non esistono tumori che si originano da una singola mutazione ma sono necessarie più mutazioni.

Lo studio dei due scienziati parte dal presupposto che ogni volta che una cellula si divide può commettere degli errori di copiatura del DNA che statisticamente possono essere da tre a sei errori di copiatura. Un po’ come succedeva molti anni fa con gli amanuensi che copiavano i testi per tramandarli di generazione in generazione ma anche per diffonderli tra gli studiosi, prima che la stampa a caratteri mobili di Gutemberg li assolvesse da questo noioso compito. Tornando agli amanuensi, per quanto fossero precisi, era assai frequente che facessero degli errori, per distrazione, stanchezza. Lo stesso succede alle nostre cellule e al nostro sistema di replicazione del DNA che non è perfetto e dove la distrazione e la stanchezza dell’amanuense sono sostituiti da fattori ambientali e stile di vita.

Che cosa succede in quei tessuti dove la replicazione delle cellule, il loro rinnovamento, avviene frequentemente? Purtroppo è anche più alto il rischio che si commettano errori nella replicazione del DNA ed è quello che succede all’epitelio che riveste il colon che si rinnova completamente ogni 4 giorni e anche a pelle e seno, non a caso tessuti nei quali il cancro ha maggiore frequenza.

Anche l’ereditarietà gioca un ruolo importante ma non definitivo nella genesi di un cancro, infatti studiando un numero significativo di tumori, i ricercatori hanno concluso che il 66% dei casi delle mutazioni sono dovute al caso, il 29% all’ambiente e stile di vita e il 5% all’ereditarietà genetica.

Ci tengo a ribadire che le conclusioni dello studio pubblicato su Science dai due ricercatori non è in contrasto e neanche sminuisce quanto già noto sull’importanza di un corretto stile di vita e ambiente nel quale si vive. Infatti più mutazioni sono necessarie per scatenare un tumore ed è stato ampiamente provato che fumo, alcol, inquinamento, solo per citare alcuni fattori, sono fortemente correlati con lo sviluppo del cancro.

La ricerca va avanti, per fortuna, e con lei anche i sistemi diagnostici che ci permettono di individuare l’insorgenza di un tumore. Una nuova tecnica molto promettente è la così detta biopsia liquida (ne parlo qui), che consente di individuare precocemente con un semplice prelievo di sangue l’insorgere dei primi segnali della presenza di un tumore.

 

 

Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

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