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Tumori cerebrali…le difese aumentano!

Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.
Tumori cerebrali…le difese aumentano! Posted on Novembre 28, 2018Leave a comment
Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

Forse sono i più difficili da trattare e anche i più invalidanti. Sono sicuramente tra i più complessi. Stiamo parlando dei tumori del sistema nervoso centrale. Sono piuttosto rari, in quanto rappresentano l’1,6% di tutti i tumori (leggi qui per approfondimenti). Purtroppo a queste neoplasie dobbiamo aggiungere i tumori che si formano all’interno del cervello e che si originano da cellule metastatiche che provengono da altri organi.

Ma quali sono i tumori a carico del sistema nervoso centrale?

  1. Un grande gruppo è costituito dai gliomi. Rappresentano circa il 40% di tutti i tumori cerebrali primitivi e la forma più maligna si chiama glioblastoma, il tumore risultato fatale al senatore McCain e prima di lui a Ted Kennedy.
  2. I medulloblastomi sono frequenti in età infantile e possono comparire nei giovani adulti.
  3. I meningiomi rappresentano il 30% delle neoplasie del sistema nervoso centrale ma per fortuna sono generalmente a decorso lento e non sono maligni. Tuttavia, se ingrandendosi colpiscono le aree adiacenti, creano delle invalidità sia fisiche che psicologiche, che possono essere permanenti.
  4. Gli emangioblastomi, in maniera simile ai meningiomi, sono tumori benigni a crescita lenta ma molto rari.
  5. I germinomi rappresentano il 3% dei tumori primitivi cerebrali e sono più frequenti negli adolescenti di sesso maschile.
  6. I neurinomi sono tumori benigni e colpiscono soprattutto il nervo acustico e il trigemino.
  7. I craniofaringiomi sono tumori benigni e rappresentano il 5-13% dei tumori encefalici dei bambini.
  8. I linfomi primitivi, sono tumori che derivano dai linfociti e sono limitati al sistema nervoso centrale. Sono purtroppo particolarmente maligni e comuni nei soggetti immunodepressi.

Qual è l’origine di un tumore al sistema nervoso centrale?

Come ho scritto all’inizio, se si tratta di neoplasie che si originano all’interno del cervello da cellule metastatiche che provengono da altri organi, la loro causa va appunto ricercata nel tessuto di origine del tumore, ad esempio seno o polmone. Invece, l’insorgenza di una delle otto forme tumorali che abbiamo visto elencate poco sopra, è legata all’insorgenza di mutazioni casuali nel DNA di cellule che si dividono. Non ci sono perciò fattori di rischio accertati se non le radiazioni ad alto dosaggio. Non c’è neanche una chiara ereditarietà in quanto è molto raro che le neoplasie del sistema nervoso ricorrano nella stessa famiglia.

Come si diagnostica una neoplasia al sistema nervoso centrale?

Purtroppo spesso si diagnostica in seguito a sintomi già piuttosto importanti come ad esempio la perdita della vista, allucinazioni, convulsioni, paralisi, crisi epilettica, difficoltà a mantenere l’equilibrio e a coordinare i movimenti. La diagnosi specifica viene effettuata attraverso un esame neurologico completo che valuti il deficit cognitivo e motorio e poi attraverso la TAC (tomografia assiale computerizzata) e la risonanza magnetica.

Quali sono le cure disponibili?

La neurochirurgia è il metodo più diffuso e serve in primis a ridurre la pressione della massa tumorale sulle parti del cervello attigue così riducendo anche i sintomi. Un sistema non invasivo e molto preciso è il Cyber Knife, si tratta di uno strumento radioterapico che utilizza Raggi X ad alta potenza per distruggere la massa tumorale. Questa tecnica è limitata a tumori di dimensioni medio-piccole e con al massimo tre lesioni. La radioterapia è poi spesso utilizzata in seguito all’intervento chirurgico per ridurre la recidiva del tumore. Prima di passare ai farmaci chemioterapici, è importante ricordare un’altra tecnica, l’adroterapia (ne parlo in questo articolo) che utilizza un acceleratore di particelle per colpire in maniera molto precisa le cellule tumorali ed è particolarmente efficace nei tumori inoperabili, come a volte sono le neoplasie del sistema nervoso centrale. Un centro di eccellenza in Italia è la Fondazione CNAO di Pavia, Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica. I chemioterapici, sono anche essi spesso usati dopo un intervento chirurgico e le ricerche più recenti ci dicono che stanno migliorando la loro efficacia. Un ulteriore strumento di cura è costituito da farmaci inibitori dell’angiogenesi, ovvero farmaci che impediscono la formazione di vasi sanguigni che portino ossigeno al tumore. Perciò il tumore viene “asfissiato” o almeno la sua progressione viene ritardata dalla minore quantità di sangue e quindi di ossigeno che può avere a disposizione. Infine l’immunoterapia è l’ultima frontiera che si basa sull’utilizzo di particolari cellule del sistema immunitario “riarmate” per combattere le cellule neoplastiche (ne parlo quì).

Continuando a parlare di innovazione nella terapia dei tumori del sistema nervoso centrale, in Italia possiamo vantare uno studio molto promettente in corso all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Si tratta dell’utilizzo di nanoparticelle che trasportano e rilasciano molecole di farmaco in differenti tessuti. Queste nanoparticelle a seconda delle loro caratteristiche fisiche possono efficacemente trasportare il farmaco nel tessuto malato, la potremmo definire chemioterapia mirata. Oppure, se hanno altre caratteristiche fisiche vengono fagocitate, letteralmente mangiate, dalle cellule del sistema immunitario del paziente trasformandole in vettori ideali per l’immunoterapia.

Attraverso queste ricerche sulle nanoparticelle, l’obiettivo è quello di combinare la chemioterapia con l’immunoterapia per combattere forme tumorali molto aggressive come i glioblastomi.

La ricerca va avanti e l’Italia, nonostante tutto, è all’avanguardia anche nella cura delle neoplasie del sistema nervoso centrale. Qui potete trovare i migliori centri in Italia.

In questo video, il Dott. Finocchiaro dell’Istituto Neurologico Besta ci parla delle innovazioni diagnostiche e terapeutiche. Buona visione!

Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

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