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Bocca, bocca delle mie brame … che traffico tra cibo, aria e microbi!

Biologa, cofondatrice ed ex-direttrice di BMR Genomics, spin-off dell’Università di Padova che si occupa di analisi del DNA. Ha lavorato in diversi laboratori di ricerca come biologa molecolare; ha contribuito alla creazione dei servizi sequenziamento DNA, di prima e seconda generazione, tra cui il servizio di analisi del microbioma.
Bocca, bocca delle mie brame … che traffico tra cibo, aria e microbi! Posted on Febbraio 6, 2019Leave a comment
Biologa, cofondatrice ed ex-direttrice di BMR Genomics, spin-off dell’Università di Padova che si occupa di analisi del DNA. Ha lavorato in diversi laboratori di ricerca come biologa molecolare; ha contribuito alla creazione dei servizi sequenziamento DNA, di prima e seconda generazione, tra cui il servizio di analisi del microbioma.

Quando il microbiota orale è lo specchio della nostra salute.

La bocca …. possiamo immaginarla come il porto principale di ingresso delle merci verso il nostro mondo: ogni giorno da lì passano cibo, bevande e aria, che poi proseguono verso il sistema digerente o verso i polmoni.

Con loro entrano e circolano anche i microbi. Riesci a immaginarti che traffico?

Poi ci sono i residenti della zona, che un po’ stanno a guardare, un po’ cercano di scacciare i nuovi arrivati, se si avvicinano troppo (ricorda qualcosa).

E non dimentichiamoci della saliva, che continuamente rimescola le cose per poi farle scivolare via.

MA COSA NE SAPPIAMO OGGI?

Nei precedenti articoli (sul microbiota e l’obesità e il trapianto fecale) abbiamo parlato di microbiota intestinale, la più grande e complessa comunità microbica che coabita con noi, svolgendo funzioni essenziali per il nostro benessere e la nostra salute.

Il microbioma della bocca si pone in seconda posizione in termini di complessità (se ne parla in questo articolo).

La peculiarità della bocca è che i microbi che vi troviamo sono molto diversi a seconda della zona: labbra, guance, denti, lingua, palato, solco gengivale o altre zone limitrofe (per chi fosse interessato qui si trova il database completo).

Sono così diversi tra zone, che i batteri della tua guancia sono più simili a quelli della mia guancia piuttosto che a quelli dei tuoi denti!

Nella bocca, tutti i microrganismi si distribuiscono a milioni in strati più o meno spessi detti biofilm.

Se guardiamo bene vediamo che sulle mucose c’è un solo strato di batteri, che viene continuamente rimpiazzato con la normale desquamazione delle cellule.

Diversa è la lingua dove i batteri formano più strati, ma soprattutto si infiltrano nelle cripte, dove possono provocare la fastidiosa alitosi.

I denti sono un’altra cosa ancora: sulla loro superficie si forma la placca, un biofilm che può diventare molto resistente in carenza di igiene orale. La composizione è diversa tra parte esposta del dente e margini della gengiva, e nel primo caso i microbi possono causare carie, nel secondo gengivite e parodontite.

Come vedi, nella bocca, come nell’intestino, l’equilibrio del microbiota è fondamentale per la salute.

Negli ultimi anni infatti, la disbiosi (squilibrio) del microbiota orale è stata correlata allo sviluppo delle principali malattie della bocca: carie, gengivite, parodontite, stomatite e cancro della bocca, ma studi recenti, seppur ancora agli inizi, suggeriscono che ci sia anche una correlazione con malattie in altre sedi, in particolare della parodontite con diabete, problemi cardiovascolari e tumori in zone anche lontane dalla bocca, tanto da poter utilizzare il microbioma della bocca come marcatore per lo sviluppo di malattie sistemiche. Ma aspettiamo gli sviluppi futuri.

GLI ASPETTI POSITIVI, I METODI TRADIZIONALI E QUELLI PIU’ CONOSCIUTI

La cosa positiva è che il microbiota orale si può modificare.

Il metodo più conosciuto? la pulizia della bocca, fatta a casa o dal dentista; ovviamente in questo caso eliminiamo batteri buoni e cattivi in maniera indiscriminata e potrebbe quindi non essere sempre positivo.

Sicuramente poi vi vengono in mente gli antibiotici, che però sappiamo avere una serie di controindicazioni, tra cui l’aumento del fenomeno dell’antibiotico resistenza, contro cui tutta la comunità scientifica sta combattendo per ridurre il rischio che gli antibiotici diventino inefficaci; inoltre l’antibiotico non è nemmeno lui mai specifico.

Oltre a questi metodi tradizionali si stanno sviluppando sistemi basati su probiotici.

I probiotici orali hanno dei requisiti specifici: dovrebbero aderire al biofilm nelle varie zone della bocca e non far fermentare gli zuccheri, cosa che porterebbe alla formazione di carie.

Si stanno testando i probiotici contro le carie e per contrastare gengiviti e parodontiti, ma anche otiti e tonsilliti e in particolare, sembrano molto promettenti i ceppi K12 e M18 di Streptococcus salivarius.

Alla luce delle nuove conoscenza sul microbiota orale, proviamo infine a reinterpretare alcune delle paternali che più o meno tutti abbiamo dovuto subire.

NON MANGIARE TROPPI DOLCI ALTRIMENTI TI VENGONO LE CARIE!

VERO! Gli zuccheri nutrono batteri che producono acidi, stimolando la demineralizzazione del dente; se il processo opposto, la ri-mineralizzazione, anch’esso legato al metabolismo dei batteri, è invece ridotto, si ha la formazione di carie.

POCO ALCOOL … LO SAI CHE FA MALE!

VERO! L’alcool viene trasformato dai batteri della bocca in acetaldeide. Non ti devi ricordare il nome, ma solo che è un cancerogeno e che quindi è meglio lavarsi bene i denti dopo ….

E MANGIA TANTA VERDURA … QUELLA SI CHE TI FA BENE!

VERO! Mangiare verdure a foglia verde attiva i batteri che trasformano i nitrati della foglia in nitriti i quali, a loro volta, stimolano il sistema circolatorio.

E’ sempre più difficile far finta di niente ….

 

Ecco un video nel quale si spiega l’interazione tra il microbiota orale e le malattie sistemiche, ovvero malattie come il diabete e altre. Buona visione!

Biologa, cofondatrice ed ex-direttrice di BMR Genomics, spin-off dell’Università di Padova che si occupa di analisi del DNA. Ha lavorato in diversi laboratori di ricerca come biologa molecolare; ha contribuito alla creazione dei servizi sequenziamento DNA, di prima e seconda generazione, tra cui il servizio di analisi del microbioma.

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