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Celiachia e Sensibilità al Glutine non Celiaca: sintomi, soluzioni e consigli nutrizionali

Leda si è laureata in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Milano nel 2001, ha conseguito la Specialità in Igiene e Sanità Pubblica nel 2003 e il Dottorato di Ricerca in Gastroenterologia nel 2011. Ad oggi lavora presso l’Università degli Studi di Milano. Si occupa di ricerca nell’ambito della medicina traslazionale, occupandosi di biologia applicata alle scienze della nutrizione. E’ responsabile dell’ambulatorio di Nutrizione presso il Centro per la Prevenzione e Diagnosi della Malattia Celiaca della Fondazione IRCCS Cà Granda-Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
Celiachia e Sensibilità al Glutine non Celiaca: sintomi, soluzioni e consigli nutrizionali Posted on Febbraio 27, 2019Leave a comment
Leda si è laureata in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Milano nel 2001, ha conseguito la Specialità in Igiene e Sanità Pubblica nel 2003 e il Dottorato di Ricerca in Gastroenterologia nel 2011. Ad oggi lavora presso l’Università degli Studi di Milano. Si occupa di ricerca nell’ambito della medicina traslazionale, occupandosi di biologia applicata alle scienze della nutrizione. E’ responsabile dell’ambulatorio di Nutrizione presso il Centro per la Prevenzione e Diagnosi della Malattia Celiaca della Fondazione IRCCS Cà Granda-Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

Sentiamo oramai spesso dire: “No io ormai mangio senza glutine!”. In molti casi sta diventando una vera e propria moda, ma l’alimentazione senza glutine deve essere seguita solo per una effettiva necessità clinica, in caso quindi di celiachia o sensibilità al glutine non celiaca. (per ulteriori approfondimenti vi suggerisco questo sito: Io e il glutine ONLUS – Associazione per il sostegno e la cura della Malattia Celiaca e delle patologie glutine correlate)

MA COS’E’ LA CELICHIA?

Si tratta di una malattia che coinvolge il piccolo intestino e provoca un cattivo assorbimento dei diversi nutrienti. Chi ne soffre è intollerante al glutine, proteina contenuta in frumento, orzo, segale e in tutti i derivati. E’ una patologia autoimmune, in cui il soggetto deve avere una predisposizione genetica. L’esordio della malattia quindi è dovuto a diverse componenti tra cui, oltre a quella genetica, anche la componente ambientale gioca un ruolo importante.

QUALI SONO I SINTOMI?

Le manifestazioni della malattia sono molteplici e anche molto diverse tra loro, le più classiche sono: dolore e gonfiore addominale, diarrea, stipsi, perdita di peso o arresto della crescita nei bambini. I sintomi meno tipici, ma che negli ultimi anni hanno permesso diverse diagnosi di celiachia sono: anemia, osteoporosi, infertilità o frequenti aborti, afte ricorrenti e lesioni cutanee papulose (dermatite erpetiforme).

QUALI SONO LE SOLUZIONI?

Ad oggi l’unica terapia per la celiachia è l’eliminazione totale, stretta e cronica di glutine dalla propria dieta.

Il glutine è la proteina causa dell’intolleranza; la ritroviamo in frumento, orzo, segale, farro, triticale, kamut, spelta, bulgur, avena, seitan e greunkern (grano greco). Una dieta senza glutine, che prevede l’esclusione di una fonte di carboidrati importanti quali il frumento, deve essere il quanto più possibile bilanciata, mantenendo un corretto rapporto carboidrati/proteine/grassi, ciò significa evitare di consumare alimenti sostitutivi troppo spesso ricchi in grassi come formaggio o ricchi in amido come il riso. Per tali motivi un counseling (consulto) nutrizionale effettuato da un esperto nutrizionista è importante per il celiaco neo diagnosticato, in modo da evitare condizioni di sovrappeso, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia.

8 SEMPLICI CONSIGLI PER UNA DIETA SANA PRIVA DI GLUTINE

Le regole sono poche e semplici e non comportano grossi sacrifici:

  1. Innanzitutto ad ogni pasto principale affiancare a cibi confezionati alimenti freschi come latte, yogurt, frutta, verdura;
  2. Utilizzare sia alimenti confezionati che in alternanza gli stessi fatti in casa, incrementare l’utilizzo dei legumi;
  3. Effettuare una scelta consapevole nella sostituzione delle fonti alternative del grano, ricordando i cereali permessi (riso, mais, fonio, teff, grano saraceno, quinoa, amaranto, miglio, manioca, sorgo);
  4. Mantenere un buon apporto di frutta e verdura e di conseguenza fibra;
  5. Avere un buon apporto di latte e derivati, preferire i grassi vegetali, primo tra tutti l’olio EVO (extra vergine di oliva);
  6. Avere un buon consumo di pesce;
  7. Creare varietà nella dieta;
  8. Fare un moderato uso di snack e dolci.

COS’È INVECE LA SENSIBILITÀ AL GLUTINE NON CELIACA? E’ SEMPRE CELIACHIA O UNA PATOLOGIA DIFFERENTE?

E’ una patologia diversa dalla celiachia anche se è sempre legata a una intolleranza dovuta all’ingestione di glutine. Non è una malattia autoimmune in cui non osserviamo a livello del duodeno un danno dei villi intestinali, ma è una patologia a mediazione infiammatoria. Non esiste, come nella celiachia, un marker sierologico specifico da poter rilevare nel sangue ed è una diagnosi essenzialmente di esclusione. I sintomi sono del tutto simili a quelli del paziente che è affetto da malattia celiaca: la dieta non deve essere cronica per tutta la vita, ma il glutine può e deve essere reintrodotto dopo un periodo di astinenza di solito di circa sei mesi/un anno e la reintroduzione deve essere a dosi incrementanti, per poter verificare la possibilità che ciascun paziente sviluppi una propria glutine tolleranza.

Al seguente link potete trovare uno studio (in lingua inglese) che parla di come il glutine influisca a diversi livelli. Exposure to Different Amounts of Dietary Gluten in Patients with Non-Celiac Gluten Sensitivity (NCGS): An Exploratory Study

Leda si è laureata in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Milano nel 2001, ha conseguito la Specialità in Igiene e Sanità Pubblica nel 2003 e il Dottorato di Ricerca in Gastroenterologia nel 2011. Ad oggi lavora presso l’Università degli Studi di Milano. Si occupa di ricerca nell’ambito della medicina traslazionale, occupandosi di biologia applicata alle scienze della nutrizione. E’ responsabile dell’ambulatorio di Nutrizione presso il Centro per la Prevenzione e Diagnosi della Malattia Celiaca della Fondazione IRCCS Cà Granda-Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

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