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La eccellenze italiane per la cura dei tumori ginecologici

Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.
La eccellenze italiane per la cura dei tumori ginecologici Posted on Marzo 27, 2019Leave a comment
Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

Cosa succede quando tre grandi centri di ricerca e cura uniscono le proprie forze? Si crea un Centro di Eccellenza unico nel suo genere. Sto parlando della collaborazione tra il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) di Pavia, l’istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano e l’Azienda Universitaria Ospedaliera Pisana che ha lo scopo di sviluppare l’adroterapia per la cura dei tumori ginecologici.

Ma andiamo per gradi e cominciamo a definire quali tumori ginecologici sono oggetto della collaborazione.

Si tratta dei tumori della cervice uterina in fase avanzata, i melanomi mucosi del basso tratto genitale femminile e le recidive pelviche di neoplasie ginecologiche. Recenti studi condotti in Giappone, indicano che l’utilizzo della adroterapia porti a un miglioramento del controllo della malattia e della sopravvivenza delle pazienti.

A questo punto molti si chiederanno cosa sia l’adroterapia, un termine certamente poco utilizzato dai mass media.

Dell’adroterapia ho scritto già un anno fa (leggi qui). Si tratta in sintesi di una tecnica di radioterapia innovativa che al posto dei classici raggi X (che sono fotoni), utilizza ioni carbonio e protoni emessi da un acceleratore di particelle, il sincrotrone. Il nome adroterapia deriva dal fatto che gli ioni carbonio e protoni sono adroni, cioè particelle subatomiche pesanti. Il vantaggio dell’adroterapia sta nel fatto che è molto più precisa e selettiva rispetto alla radioterapia che utilizza i raggi X. E’ come se confrontassimo la precisione di un fucile da caccia che spara pallini con una rosa di un metro e un fucile di un cecchino che spara con la precisione di pochi millimetri. E’ chiaro che i tessuti circostanti il tumore non vengono colpiti e questo è un enorme vantaggio sia per l’efficacia della terapia che per le controindicazioni.

L’adroterapia per questo motivo è molto indicata per il trattamento di tutti i tumori che si trovano in zone molto delicate, come la base del cranio, gli occhi e ovviamente anche i tumori ginecologici, soprattutto sulle pazienti ancora in fase riproduttiva per le quali è importante non danneggiare le ovaie.

Si stima che in Italia le diagnosi per tumore alla cervice uterina siano state 2400 solo nel 2018 e che circa 56000 donne colpite da questa patologia vivano nel nostro Paese con una sopravvivenza del 68% a cinque anni dalla diagnosi. Oltre a questi, ci sono circa 1400 diagnosi all’anno di tumori che interessano vagina e vulva (qui i dati dell’AIOM). Direi numeri importanti che ci dicono quanto sia fondamentale lo sviluppo delle cure per queste patologie.

Quanto può essere utile l’adroterapia per curare i tumori ginecologici?

Innanzi tutto bisogna specificare che è l’adroterapia con ioni carbonio che viene utilizzata per questi tumori. Le stime del CNAO dicono che circa il 30% dei casi che non rispondono al trattamento chemio/radioterapico, possono essere trattati con l’adroterapia.

Torniamo ora alla collaborazione tra CNAO, IEO e Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana e alla sua importanza. Si tratta di centri di ricerca e cura di altissimo livello che stanno definendo insieme tre studi clinici di fase II per l’utilizzo dell’adroterapia con ioni carbonio, come già detto, in patologie ginecologiche.

Cosa significa studi clinici di fase II?

Le fasi degli studi clinici sono generalmente cinque:

Fase preclinica – vengono eseguiti test iniziali in laboratorio e in casi ormai sempre meno frequenti su animali;

  • Fase 1 –  vengono eseguiti i primi studi su pazienti che hanno il cancro e opzioni terapeutiche limitate. L’obiettivo è di valutare l’efficacia e la sicurezza del farmaco;
  • Fase 2 – capire se il trattamento funziona nei confronti della malattia e in quale misura. Si allarga il numero di pazienti per avere una statistica più significativa.
  • Fase 3 – il numero di pazienti aumenta e può superare le migliaia. Si valuta se il nuovo trattamento è migliore di quelli già esistenti.
  • Fase 4 – valutazione continuativa anche detta farmacovigilanza e avviene quando il farmaco è stato messo in commercio.

Perciò, l’utilizzo dell’adroterapia per i tumori ginecologici si trova in una fase cruciale del suo percorso per diventare una terapia riconosciuta e approvata dalle autorità competenti.

Visti i successi ottenuti in precedenza, possiamo essere fiduciosi che anche questa volta il percorso di valutazione verrà concluso con successo e i medici avranno presto un nuovo strumento per migliorare la qualità della vita delle pazienti con tumori ginecologici.

Ecco un breve video di presentazione del CNAO, uno dei pochi centri al mondo specializzato nell’adroterapia. Buona visione!

Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

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