Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.
Ospedale…come sceglierlo? Posted on Marzo 6, 2019Leave a comment
Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

I dati ISTAT del 2013 indicano che ci sono 1070 istituti di cura in Italia. Questi sono divisi tra:

  • Ospedali classificati, assimilati o ospedali a gestione diretta;
  • Aziende Ospedaliere Universitarie e Policlinico;
  • Aziende Ospedaliere;
  • IRCCS;
  • Case di cura privata accreditate.

Ma tutti gli istituti di cura sono uguali? Certamente no. Alcuni sono più specializzati di altri fino a diventare dei centri di eccellenza in uno specifico settore (faccio degli esempi qui e qui).

Una cosa probabilmente poco nota è che tutti gli istituti di cura sono integrati in un Programma Nazionale Esiti (PNE). Di cosa si tratta?

Il PNE sviluppato da Agenas per conto del ministero della Salute, come dice il sito web, è uno strumento di misurazione, analisi, valutazione e monitoraggio delle performance clinico-assistenziali delle strutture sanitarie a disposizione delle Regioni, delle aziende e dei professionisti per il miglioramento continuo del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Per poter misurare le prestazioni della singola struttura ospedaliera, il PNE utilizza 166 indicatori che spaziano dal numero di ricoveri per una certa patologia alla mortalità a 30 giorni. L’intenzione del PNE non è quella di creare una classifica ma, come scritto poche righe sopra, di fornire gli strumenti per poter migliorare il nostro SSN.

Tra tutti gli indicatori presi in considerazione, vorrei fare alcune riflessioni sul così detto “volume di attività”. Di cosa si tratta? E’ un misuratore di numero di interventi definito nel Decreto Ministeriale numero 70 del 2015 (DM70). Il DM70 definisce molte altre cose ma per gli scopi di questo articolo mi limiterò a prendere in considerazione questo aspetto. Tornando alla misurazione del numero di interventi, ad esempio per il cancro al seno, una struttura complessa dovrebbe eseguire almeno 150 interventi chirurgici all’anno.

Ma a cosa mi serve sapere dell’esistenza dell’PNE o del DM70?

Facciamo un esempio: mi è stata diagnosticata una patologia abbastanza grave da farmi preoccupare per la mia qualità della vita e lo stato di salute futuro. Certamente valuterò se recarmi nell’ospedale vicino casa perché comodo da raggiungere oppure affidarmi a una delle migliori case di cura che mi possano garantire uno standard elevato da vari punti di vista. Ecco allora che sapere dell’esistenza del PNE potrebbe aiutarmi nella scelta di dove recarmi a farmi curare. Tornando al “volume di attività”, la mia scelta su dove fami curare dovrà seriamente prendere in considerazione quanti interventi di quel tipo vengono effettuati in quella struttura ospedaliera, ovvero quanta esperienza ha il personale sanitario.

Ad esempio esistono in Italia 513 strutture ospedaliere abilitate alla cura del cancro alla seno ma solo 140 strutture superano la soglia di 150 interventi annui fissata dal Ministero.

Inoltre, un altro parametro molto importante da valutare è se la struttura ospedaliera effettua anche ricerca sulla patologia che mi interessa. Questo mi potrebbe consentire l’accesso a protocolli di cura innovativi non disponibili in altri centri di cura.

Come sempre la conoscenza e la corretta informazione sono fondamentali per poter minimizzare i rischi di una grave patologia.

 

Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

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