Un recente studio apparso su Nature Medicine e a firma di un gruppo dell’Università di Chicago e dell’Università di Napoli, ha dimostrato che le allergie alimentari si originano nell’intestino (qui l’articolo originale). Parlare però di soluzione dell’enigma è un po’ prematuro. Vediamo perché.

Innanzitutto, come ricordano gli stessi autori nell’articolo, negli ultimi anni si è notato un incremento delle allergie alimentari nella popolazione dei Paesi Occidentali. Il loro studio si è incentrato sulle prime fasi dell’infanzia durante le quali sono molti i motivi che possono contribuire all’insorgenza di una o più intolleranze alimentari. Ad esempio i cambiamenti nella dieta (anche della madre), l’uso di antibiotici, l’aumentare della frequenza di tagli cesarei e l’allattamento artificiale.

Sono molti quindi i fattori che devono essere presi in considerazione, tuttavia gli esperimenti eseguiti dai due gruppi, di cui uno ricordo essere italiano (qui il link al dipartimento napoletano), sono piuttosto interessanti e innovativi.

DIFFERENZE TRA ALLERGIE E INTOLLERANZE

Ma spendiamo prima due parole sulle differenze tra allergie e intolleranze alimentari.

Le ALLERGIE sono disturbi dovuti al cibo e causati da una risposta immunitaria, in genere tale risposta è a carico dell’immunoglobuline di tipo E (IgE), che è anche l’unica ad essere evidenziata mediante test cutanei ed ematici.

Le INTOLLERANZE invece non prevedono una risposta immunitaria e possono essere di tipo enzimatico, ovvero uno specifico enzima non è prodotto dall’organismo o non lo è abbastanza. Oppure di tipo farmacologico, dove non necessariamente si deve ingerire un farmaco vero e proprio per mostrare l’intolleranza ma basta che ci sia un principio attivo in un cibo, come l’istamina che è presente in natura nella carne di alcuni pesci o formaggi.

ALLERGIE ALIMENTARI E PRIMA INFANZIA

Ma torniamo allo studio sulle allergie alimentari nella prima infanzia. I ricercatori si sono concentrati sull’allergia al latte vaccino o meglio a una proteina in esso contenuta, la β–lattoglobulina. La prima fase dello studio si è concentrata sull’analisi delle feci dei bambini sani e affetti dall’allergia al latte vaccino, riscontrando una differenza significativa nel microbiota delle feci (leggere qui per saperne di più sul microbiota). Ovvero nei soggetti sani sono stati individuati batteri che sono stati associati al minor rischio di sviluppare l’allergia alimentare, quindi batteri con funzione protettiva.

La seconda fase dello studio, è consistita nel trapiantare in topi sterili, ovvero nel cui intestino non c’erano microorganismi, il microbiota proveniente dalle feci dei bambini malati. A questo gruppo di topi è stato poi somministrato l’allergene, ovvero la β–lattoglobulina e i topi hanno mostrato l’allergia. Ad altri topi sterili è stato trapiantato il mibrobiota dei bambini sani e l’esposizione all’allergene non ha provocato alcuna reazione.

Inoltre, i ricercatori hanno eseguito alcuni approfondimenti studiando l’ileo dei topi, ovvero quella porzione di intestino nel quale avviene l’assorbimento del cibo e di conseguenza anche gli allergeni, in maniera simile a quanto succede nell’uomo.

VICINI A UNA SOLUZIONE?

In gergo scientifico si parla di up-regulation dell’espressione di alcuni geni nei topi che avevano ricevuto il trapianto dai bambini sani e una down-regulation, nei topi che avevano ricevuto il trapianto microbico dai bambini con allergie. A questo punto i ricercatori hanno stretto il cerchio e sono arrivati a identificare un batterio, Anaerostipes caccae, che fa parte dei Clostridi anaerobici e che è il maggior imputato della protezione contro la risposta anafilattica ad allergeni alimentari.

In altre parole, c’è una ragionevole certezza che somministrando ai bambini che soffrono di allergia al latte vaccino il batterio Anaerostipes caccae, questi bambini non abbiano più la reazione allergica o almeno la possano avere in forma molto attenuata, cosa che li salverebbe da una reazione anafilattica in caso di esposizione accidentale al latte vaccino.

Questi studi rappresentano un ulteriore passo avanti nella comprensione dei meccanismi che sono alla base dello sviluppo delle allergie e che sembrano sempre più correlati con il nostro secondo genoma: il microbiota! (qui un altro interessante articolo sul microbiota e le interazioni con l’organismo umano).

Ecco un breve video che parla di allergia e intolleranza latte vaccino.

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Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

2 Commenti

  1. Speriamo che queste ricerche abbiano un esito felice in breve tempo, e aiutino chi soffre di allergie a vivere piu ‘ serenamente anche dal punto di vista psicologico.
    Grazie infinite a voi ricercatori che ci date un po’ di speranza

    • Buongiorno, i progressi sono continui e molti laboratori si stanno impegnando al massimo delle proprie capacità. Siamo sicuri che a breve ci saranno delle terapie sicure e alla portata di tutti. Grazie per essere un lettore di Science4life!

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