Ha avuto risonanza su tutti i giornali la notizia che lo stato di salute di Michael Schumacher stia migliorando. Il motivo sembra sia legato a delle cure con le cellule staminali che gli sono state impartite a Parigi all’Ospedale Europeo Georges Pompidou dal Professor Menasché, chirurgo e cardiologo esperto in terapia cellulare. Da notizie diffuse dal Parisien, Schumacher potrebbe aver ricevuto per via endovenosa delle cellule staminali per ottenere una azione anti-infiammatoria sistemica, ovvero in tutto l’organismo. Sta di fatto che, altre notizie da verificare, riportano che l’ex pilota di F1 sia migliorato ma non si sa bene in quale funzione e in quale grado.

Ma cosa sono le cellule staminali?

Le cellule staminali sono cellule che sono in grado di creare tutti i tipi cellulari presenti nel nostro organismo. Infatti, subito dopo il concepimento l’embrione è costituito da poche cellule (dopo 4 giorni sono 16 cellule) che in breve tempo cominciano a differenziarsi per dare luogo a tutti gli organi che ci consentono di vivere. E’ un po’ come se fossero degli studenti che con un corso accelerato che dura circa nove mesi prendono strade diverse per fare mestieri diversi, tutti utili alla “comunità” nella quale vivono. Ci saranno cellule che creeranno gli organi per  depurare il sangue (i reni), quelle che consentiranno l’assorbimento dell’ossigeno (i polmoni), quelle che ci consentiranno di pensare (il cervello) e così via.

Come le cellule staminali ci possono aiutare?

Tutte le cellule hanno un tempo di vita definito e il nostro organismo è capace di riprodurle per sostituirle nel corso della nostra vita. Tuttavia, ci sono delle situazioni in cui a causa di traumi o altri danni, il nostro organismo utilizza le cellule staminali per ripristinare le cellule perse. Questo meccanismo funziona in molti casi ma non è in grado di riparare lesioni oltre una certa entità. Ad esempio, nel caso dell’infarto, l’organismo reagisce e le cellule staminali dell’organo tentano di riparare il danno ma posseggono una limitata capacità che in molti casi è sufficiente a far riprendere una buona qualità della vita della persona ma in altri casi sono necessari interventi ben più drastici da parte dei medici. Inoltre, si ritiene che ogni organo contenga delle cellule staminali organo specifiche. In altre parole, ad esempio il sangue viene formato da cellule staminali specifiche dette anche cellule staminali ematopoietiche, così come le cellule del cuore possono formare solo cellule di questo organo. Perciò, il nostro corpo, autonomamente, non può utilizzare le cellule staminali adulte di un organo per ripararne un altro.

Un tipo molto interessante di cellule staminali, sono quelle definite embrionali. Queste cellule, sono capaci di costruire tutti gli organi e tessuti del nostro corpo durante lo sviluppo dell’organismo. Perciò, a differenza delle cellule staminali adulte come quelle ematopoietiche che possono generare solo il sangue, le cellule staminali embrionali possono generare potenzialmente qualsiasi dei centinaia di tipi di cellule del corpo umano, cellule delle ossa, della pelle, del cervello e così via. Tuttavia, le cellule staminali embrionali non sono affatto semplici da reperire. Infatti, provengono da embrioni soprannumerari avanzati da trattamenti di fertilità. Ci sono quindi problemi sia di natura pratica di disponibilità ma soprattutto problemi di natura etica per poter utilizzare degli embrioni che sono a tutti gli effetti dei potenziali esseri umani.

Esistono però delle cellule staminali che possono svolgere lo stesso lavoro delle cellule staminali embrionali ma vengono da un soggetto adulto: si tratta delle cellule staminali pluripotenti indotte (iPS).

Come funzionano le cellule staminali pluripotenti indotte?

Nel 2006 due ricercatori dell’Università di Kyoto in Giappone, hanno dimostrato di poter riprogrammare le cellule della pelle aggiungendo artificialmente quattro geni e rendendole così capaci di riprodurre potenzialmente qualsiasi tipo di cellule adulte. La loro ricerca è iniziata sui topi ma è progredita molto bene visto che nel 2012 hanno ricevuto il Premio Nobel per la Medicina (leggi qui per approfondimenti).

Il grosso vantaggio delle cellule iPS è chiaramente di tipo etico in quanto non si usano cellule embrionali e di tipo pratico, poiché si modificano cellule a partire dal paziente stesso e perciò non comportano problemi di rigetto in caso di organo prodotto in vitro per trapianto (leggere qui per approfondimenti sugli organi stampati in 3D).

Infine ci sono degli aspetti da risolvere prima che le terapie con le cellule staminali diventino una pratica comune. In particolare a riguardo degli effetti collaterali, infatti le cellule staminali (soprattutto quelle indotte) potrebbero potenzialmente generare tumori o innescare reazioni immunitarie.

Tornando a Michael Schumacher, non possiamo essere sicuri di quale sia stato il metodo utilizzato, se è vero che è stato sottoposto a terapia con cellule staminali. Possiamo solo fare delle ipotesi e la più accreditata, a mio avviso, è che siano state utilizzate delle cellule iPS per tentare di riparare soprattutto le lesioni cerebrali. Certo, non possiamo escludere che all’Ospedale Europeo Georges Pompidou stiano conducendo ricerche non ancora pubblicate ma sarebbe alquanto rischioso sottoporsi a trattamenti non clinicamente validati seppur senza valide alterative.

Di certo, se la salute dell’ex pilota di F1 migliorerà, i mass media non mancheranno di farcelo sapere!

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Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

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