I cambi stagionali sono il periodo dell’anno più a rischio per la ricomparsa dei fastidiosissimi sintomi da reflusso gastrico e dispepsia.

Reflusso gastrico: di cosa si tratta?

Partiamo dal reflusso. Si parla di reflusso gastrico quando il normale passaggio di succo gastrico dallo stomaco all’esofago, diventa eccessivo in termine di quantità e di durata e quindi non più fisiologico.

I sintomi più frequenti sono il rigurgito acido dopo i pasti e la pirosi (bruciore retrosternale), aggravati dalla posizione orizzontale; altri possibili sintomi e conseguenze sono la tosse notturna, il singhiozzo, la laringite cronica, l’asma bronchiale, l’erosione della superficie dentale.

Attualmente si dispone di numerosi ed efficaci mezzi terapeutici (farmacologici e chirurgici), ma la dieta conserva un indubbio valore, in particolare vanno eliminati gli alimenti che possono favorire il reflusso ed è certamente utile che i soggetti in sovrappeso e obesi riducano il peso corporeo.

Cosa mangiare e cosa evitare in caso di reflusso?

  • Evitare l’assunzione di caffè, tè, agrumi, pomodoro, pepe, peperoncino, aceto, menta, cioccolato, alcol
  • Effettuare pasti leggeri, non copiosi e frequenti, contenenti grassi in quantità limitata (soprattutto la sera)
  • Preferire il consumo di alimenti liquidi (passati di verdura, minestroni) a pranzo, piuttosto che la sera
  • Preferire cibi secchi come fette biscottate, cracker, biscotti secchi
  • Non indossare indumenti troppo stretti ed evitare di coricarsi subito dopo avere mangiato cercando, se possibile, di tenere un po’ sollevato il capo durante il riposo notturno (lasciando reclinato il piano di 45 gradi)
  • Mangiare lentamente, triturando bene il cibo per disincentivare il rischio di risalita del contenuto gastrico nell’esofago
  • Non fumare

Dispepsia: che tipo di patologia e’?

Come dicevamo prima spesso associato al reflusso sentiamo parlare di dispepsia, ma a che patologia ci troviamo davanti?

Con il termine di dispepsia si indica una sintomatologia cronica o ricorrente genericamente indicativa di una digestione difficile. La dispepsia viene distinta in primaria e secondaria. In quella primaria le alterazioni della motilità e della secrezione gastrica sono riferibili a vari fattori, quali scorrette abitudini alimentari, fattori psicologici, stress, ipersensibilità viscerale, infezioni da Helicobacter pylori. La dispepsia secondaria è correlata a varie patologie (ernia iatale, gastrite, malattie delle vie biliari, cirrosi epatica) o dipende dall’assunzione di farmaci o dall’abuso di alcol. I sintomi prevalenti sono il bruciore e il dolore epigastrico, in genere notturni e lontano dai pasti, spesso alleviati dal cibo e dagli antiacidi. Persistono inoltre, il senso di appesantimento dopo il pasto e le eruttazioni frequenti.

Cosa mangiare e cosa evitare in caso di dispepsia?

  • Evitare alcolici, brodi, dadi ed estratti di carne, ravioli, tortellini, fritture, salse, formaggi fermentati, stagionati e piccanti, insaccati e salumi, pietanze e salse piccanti, pomodoro, agrumi, ananas, frutta secca, aceto, menta, cioccolato, tè, caffè, bevande gassate
  • E’ consigliata l’assunzione di vegetali ricchi di fibre, patate lesse, banane mature
  • Si consigli la cottura a vapore, al forno o ai ferri e l’utilizzo di olio extravergine a crudo
  • Evitare l’assunzione di cibi e bevande troppo freddi o troppo caldi
  • E’ preferibile fare 4/5 pasti al giorno ed evitare lo spuntino serale che stimola la secrezione acida
  • E’ utile l’assunzione di infusi di timo e malva, camomilla, liquirizia, melissa
  • Mangiare lentamente e masticare bene

 

Referenze bibliografiche:
– INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione).
– “Dietologia” di Zangara A., Zangara A., Koprivec D, Ed. Piccin 2016.

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