Influenza di stagione: situazione drammatica o “normale amministrazione”?

Anche quest’anno l’influenza ha fatto il suo ingresso in Italia. Cercando notizie sullo stato influenzale degli Italiani ci affidiamo a una fonte autorevole come l’Istituto Superiore di Sanità. Poi, vinti dalla curiosità navighiamo in rete per vedere cosa dicono alcuni giornali online e troviamo una notizia piuttosto allarmante: “Influenza 2019, a letto 341mila italiani: il virus è quasi da epidemia” (fonte il Messaggero.it).

A quanto pare, la situazione sembra peggiore della stagione influenzale 2018 che era già stata piuttosto pesante. Un po’ allarmati, torniamo allora sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità e leggiamo il rapporto InfluNet, per poi poi tornare ancora all’articolo del Messaggero e ci accorgiamo di aver fatto il solito errore di non leggere bene tutto l’articolo.

Infatti leggendolo meglio, appare chiaro come la situazione non sia affatto drammatica e, soprattutto, non si può certo parlare di epidemia. Infatti, i dati di InfluNet dicono chiaramente che il livello di incidenza dell’influenza alla settimana 45 (che corrisponde alla seconda settimana di Novembre per intenderci), sono sotto la soglia basale, ovvero di meno di 3 casi per 1000 assistiti.

Le 7 raccomandazioni per prevenire l’influenza

Rimane il fatto che l’inverno sta arrivando e con lui l’influenza. Le raccomandazioni sono sempre le stesse, i telegiornali ce le propinano ogni anno e fanno bene, perché a volte la nostra memoria va rinfrescata. Ecco le 7 raccomandazioni per prevenire l’influenza:

• Lavarsi spesso le mani;
• Evitare di frequentare luoghi affollati;
• Arieggiare spesso gli ambienti chiusi;
• Coprirsi bene, soprattutto la bocca e il naso quando si passa da ambienti caldi ad ambienti freddi;
• Non starnutire o tossire in faccia ad altre persone (sarebbe sufficiente l’educazione ma a volte non basta);
Vaccinarsi, se si fa parte di una categoria a rischio;
• Non abusare degli antibiotici.

Vaccini anti-influenza e antibiotici

Per quanto riguarda le categorie di persone alle quali è consigliato vaccinarsi, ne abbiamo parlato in maniera estesa nell’articolo dello scorso anno (leggi qui). Sono descritte anche le categorie alle quali non è consigliato vaccinarsi e quale è il periodo migliore per fare il vaccino antinfluenzale.

Vorremmo invece parlare in maniera più estesa dell’utilizzo degli antibiotici o meglio del loro abuso. Argomento che abbiamo già trattato in questo articolo ma che vale la pena riprendere in questa sede.

Innanzi tutto diciamo ancora una volta che sono inefficaci contro i virus e quindi anche contro l’influenza. Anzi possono essere potenzialmente dannosi in quanto il loro abuso può indurre la così detta resistenza batterica, ovvero, quando avrete una infezione batterica, l’antibiotico non funzionerà più. Perché succede questo? Semplicemente perché l’antibiotico, in assenza di una reale esigenza, seleziona i batteri più resistenti che avranno strada libera alla prima occasione di attaccare il vostro organismo.

In caso di influenza virale, è solo il medico che vi potrà prescrivere anche gli antibiotici e di norma lo fa solo in casi strettamente necessari.

In conclusione, la stagione autunnale è iniziata in maniera normale per quanto riguarda la diffusione dell’influenza, questo non vuol dire che dobbiamo abbassare la guardia e soprattutto dobbiamo continuare ad aiutare i soggetti più fragili, anziani, bambini e persone immuno-depresse.

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Biologo e Dottore di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare, dopo alcuni anni di ricerca di base e applicata nelle Università di Parma e Pavia ho iniziato a lavorare per una grande multinazionale americana produttrice di strumentazione di ricerca e diagnostica che ha fornito, ai consorzi pubblico e privato, i sequenziatori di DNA che hanno permesso il sequenziamento del primo genoma umano. Dopo quasi 20 anni nel settore "Life Science" come specialista applicativo e poi come responsabile scientifico e marketing di team internazionali ho voluto mettere a disposizione le mie conoscenze per rendere più comprensibile il cambiamento del mondo della diagnostica e come questo è influenzato dalla ricerca.

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