Il coronavirus 2019-nCoV è stato isolato a Roma da due turisti Cinesi. Cosa significa isolare un virus, come si fa e a cosa serve?

All’Istituto Spallanzani di Roma, un centro di eccellenza per la ricerca sulle malattie infettive, è stato isolato il coronavirus 2019-nCoV. Si tratta di un ottimo risultato ma non della prima volta. Infatti, già il 10 Gennaio 2020 i ricercatori Cinesi avevano isolato e sequenziato il virus e messo a disposizione i dati per la comunità scientifica e più recentemente il virus è stato isolato in Australia e in Francia.

Il merito va a un team costituito prevalentemente da donne, in particolare alla giovane ricercatrice a tempo determinato Francesca Colavita, 30 anni di Campobasso. La dott.ssa Colavita ha alle spalle già una notevole esperienza nel campo delle malattie infettive “esotiche”. Infatti, durante l’epidemia di Ebola è partita diverse volte per la Liberia e la Sierra Leone, dove ha partecipato a progetti internazionali.

Cosa significa isolare un virus e cosa significa sequenziarlo?

Un virus viene isolato quando viene rinvenuto nei campioni biologici prelevati dai pazienti, nel caso del coronavirus, nella saliva o nei tamponi prelevati dalla gola. Una volta prelevato, deve essere maneggiato con cura per poter essere analizzato.

Sequenziare un virus significa leggere il suo codice genetico e quindi conoscere la carta di identità del virus.

A cosa serve sequenziare un virus?

Serve per molti scopi:

  • per capire se il virus isolato nei pazienti, nel nostro caso i due turisti Cinesi, è lo stesso virus che è stato isolato a Wuhan, zona di diffusione iniziale del coronavirus 2019-nCoV;
  • potenzialmente per sviluppare un vaccino;
  • per sviluppare test diagnostici che permettano di identificare il virus in tempi rapidi e possibilmente precocemente;
  • per testare o sviluppare altri farmaci che potrebbero essere utili alla terapia.

E il vaccino?

Spendiamo due parole sulla possibilità di sviluppare un vaccino per il coronavirus 2019-nCoV. A mio parere ha una importanza limitata la capacità di produrre un vaccino contro questo coronavirus. Innanzitutto, perché per produrre un vaccino efficace e sicuro occorre tempo e quindi il picco dell’epidemia sarà passato così come ci hanno insegnato le epidemie di SARS (sindrome respiratoria acuta del 2002) e MERS (sindrome respiratoria Medio-Orientale del 2012). Inoltre, in genere un vaccino viene sviluppato per colpire le proteine di superficie del virus, quelle che permettono al virus di entrare nelle cellule dell’organismo ospite, in questo caso dell’uomo. Tuttavia, queste proteine di superficie sono anche quelle più esposte al sistema immunitario dell’ospite e quindi si adattano e si modificano rendendo il vaccino inefficace. In altre parole, quello che avviene con l’influenza per la quale occorre vaccinarsi tutti gli anni in quanto i ceppi virali sono abbastanza diversi da non essere suscettibili al vaccino che l’anno prima era efficace.

Quali misure di sicurezza ci sono in Italia?

Gli ultimi dati per quanto riguarda l’Italia, dicono che non ci sono pericoli e che le misure di sicurezza adottate dal nostro Governo sono state efficaci, in primis i controlli sanitari operati sui passeggeri dei voli provenienti da Wuhan e atterrati a Fiumicino nei giorni scorsi. Certo, i due contagiati Cinesi sono entrati nel nostro Paese ma dobbiamo anche ricordare che il virus ha un tempo di incubazione fino a 14 giorni e appena i sintomi si sono manifestati sono subito stati ricoverati allo Spallanzani e trattati nella massima sicurezza.

Il virus cresce ancora, ma la mortalità …

Intanto in Cina i contagiati sono oltre 14’300, mentre i morti 305. Il virus non sta crescendo in termini di virulenza e anche le misure di emergenza adottate dal Governo Cinese stanno facendo il loro effetto. Ricordiamo sempre che i decessi sono principalmente a carico di persone con il sistema immunitario compromesso o di anziani. Una persona in salute accuserà una polmonite virale con i sintomi noti ma non è a rischio di vita.

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