Gli antibiotici da quando sono stati scoperti, hanno salvato milioni di vite, in particolare bambini. Nel tempo il loro uso eccessivo ha provocato degli effetti collaterali che li rendono sempre meno efficaci.

Iniziamo con un po’ di storia. Molti conoscono la penicillina e Alexander Fleming che nel 1928 quasi per caso scoprì che una muffa aveva proprietà battericide e per questo, insieme ad altri due studiosi venne onorato del Premio Nobel nel 1945.

Molti anni prima, alla fine dell’800, un italiano Vincenzo Tiberio, medico militare, aveva osservato che nel cortile dalla casa dove viveva, c’era un pozzo dal quale la famiglia si riforniva di acqua per bere. L’umidità faceva sì che nel pozzo si formasse della muffa e quando questa veniva tolta, coloro che bevevano l’acqua andavano incontro ad enteriti, cosa che non accadeva quando le muffe erano presenti. Avendo a disposizione un laboratorio, sottopose a verifica sperimentale questa sua osservazione, provando l’effetto battericida delle muffe ben prima di Fleming. Purtroppo i suoi studi non vennero divulgati a sufficienza e la storia sappiamo come andò a finire. Si potrebbe quasi dire un premio Nobel mancato per l’Italia.

Ripassare un po’ di storia ci fa capire che gli antibiotici sono in uso da molto tempo e grazie al loro utilizzo è stata ridotta drasticamente la mortalità infantile da infezioni batteriche in era pre-antibiotica era del 25%. I bambini morivano per tifo, polmonite, tubercolosi e tante altre malattie infettive batteriche che oggi fanno molta meno paura.

Un altro importante studioso, Paul Erlich, definì l’antibiotico un “proiettile magico”. Con questa definizione, Erlich voleva dire che l’antibiotico è capace di colpire i batteri patogeni ma non i batteri buoni che, in condizioni normali, risiedono nel nostro organismo. Purtroppo la scienza ha dimostrato che le cose non vanno proprio così. Infatti se è vero che gli antibiotici sono capaci di colpire solo i batteri e non le cellule del nostro organismo, si chiama tossicità selettiva, purtroppo non distinguono tra batteri patogeni e batteri buoni.

Che cosa succede quando assumiamo un antibiotico?

Ci sono sostanazialmente due effetti. Primo, l’antibiotico colpisce tutti i batteri che incontra sul suo cammino, sia che essi siano patogeni che non lo siano. I batteri non patogeni costituiscono la “flora batterica” residente nel nostro organismo o anche detta microbiota (leggi qui per approfondimenti). Il microbiota è costituito da un grandissimo numero di specie batteriche che vivono in equilibrio tra loro svolgendo funzioni benefiche per il nostro organismo, ad esempio ci consentono di digerire e metabolizzare alcuni cibi. Perciò, dopo un ciclo di antibiotici, la nostra flora batterica è fortemente compromessa e per questo ci sentiamo più deboli e siamo più esposti ad ammalarci nuovamente.

Il secondo effetto è rappresentato dalla capacità di ogni antibiotico di indurre fenomeni di resistenza batterica. Addirittura Fleming, nel suo discorso durante l’assegnazione del Premio Nobel, ipotizzò sin da allora che se la penicillina fosse stata utilizzata in modo scorretto, si sarebbe corso il rischio di perderne l’efficacia. Cosa che è successa. Infatti, al tempo dell’introduzione della penicillina il 90% degli Stafilococchi era sensibile all’antibiotico, oggi quasi tutti questi batteri sono resistenti alla penicillina.

Come si sviluppa la resistenza all’antibiotico?

Si può sviluppare in maniera naturale o acquisita. La resistenza naturale è molto rara, infatti è dovuta alla naturale incapacità di alcuni antibiotici di essere efficaci su particolari batteri. L’esempio tipico sono i Micoplasmi, sui quali Penicilline e Cefalosporine non sono efficaci ma per fortuna lo sono altre classi di antibiotici.

Le resistenze acquisite, sono in continuo aumento e sono a carico di specie batteriche inizialmente sensibili a un certo antibiotico. Con il passare del tempo e dell’utilizzo dell’antibiotico, la Natura applica il semplice e sempre efficace metodo della Selezione Naturale (spiegato da Darwin nella metà dell’800), ovvero scompaiono le forme sensibili all’antibiotico e lasciano il posto a quelle non sensibili che perciò hanno meno concorrenza per il cibo e per lo spazio da occupare

Perché è pericolosa la resistenza dei batteri agli antibiotici?

Perché presto e in alcuni casi sta già succedendo, non avremo più antibiotici efficaci e quindi saremo esposti alle infezioni (leggi qui per approfondimenti). Sappiamo che molte infezioni batteriche si risolvono grazie alle nostre difese immunitarie, altrimenti la specie umana sarebbe estinta sa molto tempo. Tuttavia, dobbiamo anche ricordare che senza gli antibiotici, molti bambini, il cui sistema immunitario non è ancora completamente sviluppato, gli anziani, gli immunodepressi e tutte le persone il cui sistema immunitario è compromesso, sarebbero a forte rischio.

Cosa si può fare per contrastare il fenomeno delle resistenze batteriche agli antibiotici?

Pochi e chiari consigli:

  • prendere coscienza di questo pericoloso fenomeno e delle sue conseguenze;
  • assumere l’antibiotico solo su prescrizione medica;
  • ricordarsi che il nostro organismo è frutto di una evoluzione e selezione di milioni di anni e che ha sviluppato il sistema immunitario che ha proprio la funzione di proteggerci dalle infezioni esterne.

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I've always been passionate about science and have a Degree in Biological Sciences and a PhD in Molecular and Cellular Biology. After six years of basic and applied research, I joined the company that provided the DNA sequencers that led Celera Genomics to complete the sequencing of the first human genome shortly before the same result was achieved by the "Human Genome Project" international public consortium. Subsequently, I became interested in human and animal diagnostics, and the development of molecular techniques from research-to-clinic. Science4Life represents the next stage of my personal journey, a stage in which I will make my experience and knowledge accessible to everyone.

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