Le ipotesi complottistiche hanno fatto la loro comparsa praticamente da quando il CoVid-19 si è manifestato in quel di Whuan. Immediata anche la teoria che vede il Coronavirus come arma biologica.

Ma questo scenario da film apocalittico è veramente possibile? Quali sono le caratteristiche di un’arma biologica? Può il coronavirus essere stato immesso nell’ambiente e manipolato per essere utilizzato come un’arma biologica?

Una di queste ipotesi vede come protagonista gli Stati Uniti. Il motivo principale è che ad essere colpita sia stata l’acerrima nemica Cina. Giusto per rimanere nei temi scontati di guerra batteriologica tra super-potenze.

La prima cosa che dovrebbe farci insospettire è che di solito viene utilizzato il termine ‘arma batteriologica‘, ovvero che utilizza batteri, mentre CoVid-19 è un virus, perciò non può essere per definizione un’arma batteriologica.

Le 7 caratteristiche di un’arma biologica

Ammettiamo comunque che si tratti di un’arma biologica, vediamo quali dovrebbero essere le caratteristiche di tale arma (leggi qui per approfondimenti).

VIRULENZA – ossia quanto l’agente patogeno è capace di provocare la malattia e di indurre danni nei tessuti colpiti. Deve essere elevata per rendere inerme la persona ma non necessariamente letale.

INFETTIVITA’ – deve bastare poco agente patogeno per contagiare un grande numero della popolazione.

STABILITA’ – è la capacità del patogeno di mantenersi in vita per tempi lunghi al di fuori dell’ospite finché non trova un’altra vittima.

GRADO DI IMMUNITA’ NATURALE – Deve essere basso per poter assicurare la diffusione del contagio.

DISPONIBILITA’ DI VACCINI – a uso degli utilizzatori dell’arma biologica per salvarsi dal contagio.

DISPONIBILITA’ DI TERAPIE – devono essere disponibili poche terapie che possano ridurre i danni dell’agente patogeno.

TRASMISSIBILITA’ – ovvero la facilità con cui la malattia si diffonde. Deve essere bassa per assicurare che colpisca il gruppo di persone che sono il bersaglio dell’arma biologica. Inoltre, il tempo di incubazione dovrebbe essere molto basso per evitare la fase asintomatica ed evitare soprattutto la diffusione incontrollata del contagio.

Ora la domanda è: ma il CoVid-19 risponde a queste caratteristiche?

Molto poco, infatti la sua virulenza è di circa il 15% a oggi sui dati disponibili, troppo poco per rendere inerme la popolazione bersaglio.

Al contrario l’infettività è piuttosto alta come dovrebbe essere quella di un’arma biologica.

La stabilità al momento non è calcolabile in quanto i tempi di sopravvivenza e le condizioni che incidono sulla persistenza di CoVid-19 nell’ambiente non sono noti. Alcune osservazioni inducono a consigliare di disinfettare accuratamente le superfici che potrebbero essere venute a contatto con il virus.

Il grado di immunità naturale è alto, infatti una buona percentuale dei contagiati sta guarendo naturalmente e sviluppa gli anticorpi necessari per non essere più contagiata almeno dal ceppo di coronavirus circolante in questo momento.

Un vaccino non esiste e non verrà messo a disposizione prima di 12-18 mesi. Inoltre, il virus è ormai presente anche negli Stati Uniti, oltre 600 casi e 22 persone decedute.

Sono disponibili poche terapie, tuttavia si stanno utilizzando alcuni farmaci già noti (ad esempio la clorochina già utilizzato con efficacia sulla SARS) o in via di sperimentazione per altre patologie.

La trasmissibilità di CoVid-19 è molto elevata, troppo per essere definibile un’arma biologica e più elevata di altri coronavirus come MERS o la Aviaria. Infine, il tempo di incubazione è troppo lungo.

Tiriamo le somme: arma biologica o no?

In conclusione, CoVid-19 non può essere definito un’arma biologica, soprattutto per l’assenza di un vaccino, l’elevata trasmissibilità, la bassa virulenza e il buon livello di immunità naturale.

Se anche fosse stato sviluppato in maniera artificiale allo scopo di colpire la Cina, non si sta dimostrando efficace, infatti i casi in Cina stanno aumentando molto lentamente e le strategie di contenimento stanno funzionando.

Al contrario, il coronavirus sta diventando pandemico, ovvero è ormai presente in quasi tutte le Nazioni del mondo, tranne una … la Russia! Ipotesi ovviamente molto gradita ai complottisiti 🙂

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I've always been passionate about science and have a Degree in Biological Sciences and a PhD in Molecular and Cellular Biology. After six years of basic and applied research, I joined the company that provided the DNA sequencers that led Celera Genomics to complete the sequencing of the first human genome shortly before the same result was achieved by the "Human Genome Project" international public consortium. Subsequently, I became interested in human and animal diagnostics, and the development of molecular techniques from research-to-clinic. Science4Life represents the next stage of my personal journey, a stage in which I will make my experience and knowledge accessible to everyone.

2 COMMENTS

  1. Ovviamente l’argomento richiede grande cautela ma in linea generale credo non si possa affermare in assoluto trattarsi di agente
    del tutto naturale. Inoltre valutare il virus secondo una serie di valori aprioristici potrebbe essere un errore. Se voi decideste di sferrare
    un attacco di questo tipo, fermo restando che i fini ultimi dell’aggressore resterebbero noti a lui solo usereste un agente riconoscibile in qualche modo o ne usereste uno che sfugga ai parametri comunemente usati?
    Come dice un illustre clinico di mia conoscenza: verosimilmente non lo sapremo mai.
    Resta il fatto che questo virus possiede caratteristiche che lo rendono particolarmente difficile da combattere, caratteristiche a prima vista più confacenti ad un’ arma studiata in laboratorio che ad uno scherzo della natura.

  2. Manca un’altra, direi fondamentale, caratteristica.
    La naturalità, cioè deve sembrare il più possibile naturale, per ovvie ragioni.
    E mi sembra che anche qui ci siamo.

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