Il coronavirus non ha confini geografici ma sembra avere preferenze di sesso. Muoiono più uomini che donne, perché?

In un articolo del Giugno 2019 abbiamo trattato un tema che di solito fa piuttosto discutere, la differenza tra uomini e donne, ovviamente da un punto di vista della salute o meglio della diagnosi e del trattamento. In quell’articolo risultava chiaro che ci sono certe malattie che colpiscono più gli uomini e altre più le donne.

Come si comporta SARS-CoV-2?

Dai dati analizzati in Cina e pubblicati recentemente sul Chinese Journal of Epidemiology, risulta che il tasso di mortalità dei contagiati da coronavirus sia del 2,8% per gli uomini e l’1,7% per le donne. In Italia c’è lo stesso andamento. Inoltre, in Italia gli uomini sono anche più contagiati rispetto alle donne. Dai dati disponibili su STATISTA, i casi di Covid-19 sono il 55,7% a carico degli uomini e il 44,4% a carico delle donne.

Questo andamento era già stato osservato nelle precedenti epidemie di SARS nel 2003 e di MERS nel 2012. In seguito, nel 2017, alcuni ricercatori americani e tedeschi hanno indagato la suscettibilità all’infezione da SARS nei topi e trovato una maggiore capacità infettiva del virus nei maschi, così come anche una maggiore mortalità (qui per approfondimenti).

Quali sono le cause della differenza di suscettibilità all’infezione tra sessi?

Innanzitutto dobbiamo specificare che il tasso di mortalità più elevato è relativo alla fascia di età degli anziani (over 70 anni), non sono disponibili a oggi dei dati certi sulle fasce di età inferiori a settanta anni. Sono state fate diverse ipotesi che possono spiegare i motivi della differente suscettibilità all’infezione e la mortalità e sono le seguenti:

Ormoni – è noto che gli estrogeni (ormoni femminili) possono fornire una certa protezione immunitaria. Il motivo sta nel fatto che la donna, dovendo procreare, deve anche proteggere il nascituro e lo fa con un sistema più efficiente di produzione di anticorpi. Tuttavia, questa ipotesi contrasta con l’età della fascia più colpita. Infatti, nelle donne anziane la produzione di estrogeni si riduce e quindi questo effetto dovrebbe essere minore;

Cromosomi X – nei cromosomi X anche detti sessuali, sono presenti geni immuno-correlati. Gli uomini hanno un cromosoma X e un cromosoma Y, le donne hanno due cromosomi X e quindi, per semplificare, il doppio dei geni immuno-correlati. Questa caratteristica conferisce alla donna una maggiore capacità di produzione di anticorpi e potrebbe, in parte, compensare la diminuzione dell’efficacia degli estrogeni in età avanzata;

Fumo – in molte culture, gli uomini fumano di più delle donne. In Cina, dove è stato fatto il più ampio studio di suscettibilità a SARS-CoV-2, gli uomini fumatori sono il 50% e le donne solo il 3%. E’ noto che i fumatori possono avere più del doppio della probabilità di avere bisogno della terapia intensiva o della respirazione artificiale in quanto nel tempo sviluppano una bronchite cronica che limita notevolmente la capacità respiratoria e riduce l’elasticità del polmone.

Altre patologie – la mortalità è inoltre associata alla presenza di altre patologie come diabete e ipertensione che, almeno in Cina, hanno una incidenza maggiore negli uomini rispetto alle donne.

I dati parlano chiaro: il Covid-19 è più aggressivo negli uomini

In conclusione, i dati disponibili dimostrano che sia la suscettibilità all’infezione da SARS-CoV-2 che la mortalità nella fascia d’età oltre i settanta anni, è superiore negli uomini rispetto alle donne.

Tali dati, al momento prevalentemente provenienti da studi sulla popolazione asiatica, possono essere presi come riferimento ma devono essere confermati da ricerche sulle popolazioni Europee che differiscono significativamente per stile di vita.

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I've always been passionate about science and have a Degree in Biological Sciences and a PhD in Molecular and Cellular Biology. After six years of basic and applied research, I joined the company that provided the DNA sequencers that led Celera Genomics to complete the sequencing of the first human genome shortly before the same result was achieved by the "Human Genome Project" international public consortium. Subsequently, I became interested in human and animal diagnostics, and the development of molecular techniques from research-to-clinic. Science4Life represents the next stage of my personal journey, a stage in which I will make my experience and knowledge accessible to everyone.

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