Eradicare o convivere: questo è il dilemma. Seguire il modello italiano e cinese o affidarsi al principio dell’immunità di gregge?

Si è scatenato un grande dibattito in questi giorni intorno alla decisione del Regno Unito su come gestire l’epidemia da Covid-19. Il Premier britannico, Boris Johnson, ha comunicato la strategia che l’Inghilterra intende adottare. Ed è proprio quella dell’immunità di gregge. Vediamola nel dettaglio.

Le 4 misure su cui si basa il principio dell’immunità di gregge

Si basa su uno studio degli anni ’30, che sostiene che se un certo numero della popolazione si “auto-immunizza” entrando in contatto con il virus e sviluppando gli anticorpi, allora rallenterà la diffusione del coronavirus. Ricordiamo che un vaccino non esiste, quindi bisogna prendere il virus e con molta probabilità ammalarsi più o meno seriamente.

Il principio dell’immunità di gregge si basa principalmente su quattro misure:

  • Contenere – cercheranno di tenere il coronavirus fuori dal territorio britannico;
  • Ritardare – cercheranno di rallentare la sua presenza geografica;
  • Ricercare – studieranno come si muove il virus e come può essere fermato;
  • Mitigare – rallenteranno la sua diffusione nel tempo.

In questo momento il Regno Unito si trova tra “contenere” e “ritardare”.

I potenziali numeri del Regno Unito con questa strategia

Per avere una immunità di gregge efficace, il consulente del Governo Britannico, Sir Patrick Vallance, asserisce che almeno il 60% della popolazione dovrà contrarre il coronavirus.

La popolazione della Gran Bretagna è di 67milioni di persone e il tasso di mortalità stimato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità varia dall’1 al 3,4%, a seconda di come viene stimato il numero di casi infettati. Ne consegue che, nella migliore delle ipotesi (1% la mortalità) circa 400mila persone potrebbero morire a causa del coronavirus!

Tuttavia, prima di morire, le persone infettate si recheranno in ospedale e poiché sono molto gravi avranno bisogno della terapia intensiva. Nel Regno Unito ci sono circa 4500 posti letto in terapia intensiva (in Italia oltre 7000). Posti letto che non sono tutti a disposizione dei malati gravi di coronavirus, ma devono servire anche per gli infartuati, per coloro che hanno subito un incidente grave, ecc…

La conclusione sarebbe presto il collasso del sistema sanitario che potrebbe essere salvato solo dall’allestimento tempestivo di migliaia di posti letto per terapia intensiva.

Un atteggiamento eticamente discutibile (e opposto al resto del mondo)

La strategia del Governo Britannico si basa fondamentalmente sul fatto che non credono che l’epidemia di Covid-19 si arresti con l’adozione delle misure di contenimento e l’arrivo dell’estate. Su quest’ultimo punto anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità concorda.

Tuttavia, lasciare che potenzialmente centinaia di migliaia di persone perdano la vita quando ci sono, seppur con il loro costo, misure alternative, sembra piuttosto cinico. E’ chiaro che ogni misura ha il suo costo.

L’atteggiamento dell’Italia e quello che stanno progressivamente adottando altri Paesi come la Spagna, prevede l’introduzione di misure sociali che avranno un forte impatto sull’economia ma un minore impatto sulla sanità e soprattutto sulla salute delle persone.

La misura che intende adottare Boris Johnson, va esattamente nella direzione opposta, salvare l’economia al prezzo di centinaia di migliaia di vite umane che faranno parte necessariamente della fascia più debole della popolazione. Un atteggiamento eticamente non facilmente condivisibile.

Come ultima considerazione, il coronavirus potrebbe si scomparire in estate e ma anche tornare a colpire il prossimo inverno, tra 8-10 mesi. Dobbiamo pero’ anche pensare che ci saranno dei farmaci efficaci che attualmente sono allo studio e saremo molto vicini al vaccino.

In conclusione, imporre a una nazione di accettare la morte dei propri cari (parole di Boris Johnson) quando ci sono soluzioni temporanee alternative e soluzioni a più lungo termine nel giro di pochi mesi, sembra eticamente davvero inaccettabile.

L’opinione pubblica del Regno Unito è divisa: vincerà il Dio Denaro o la Salute dei Cittadini?

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