Mascherine chirurgiche, FFP2, FFP3 e nelle ultime settimane anche fatte a mano in casa. Un oggetto usato solitamente solo da operatori sanitari sta diventando sempre di più il compagno delle nostre (ancora rare) uscite. Ma chi deve davvero indossarle e quanto proteggono?

Fino a pochi mesi fa in molti (io fra questi) sorridevamo nel vedere persone solitamente nel continente asiatico con la mascherina; chissà quanti si sono chiesti se lo facessero per proteggere se stessi o gli altri. Poi è arrivato Covid-19 e abbiamo messo le mascherine anche noi, per proteggere noi stessi e gli altri.

All’inizio ci hanno detto che erano inutili, poi che avremmo dovuto metterle solo se avessimo avuto i sintomi. Per arrivare fino ad oggi dove in alcune regioni come Piemonte e Lombardia, tutti devono indossarle per uscire di casa. In alcuni casi (quelli considerati a rischio) viene suggerito di usarle anche in casa.

Ecco chi deve obbligatoriamente indossare le mascherine: i malati Covid-19, gli operatori sanitari e chi si prende cura delle persone affette da Coronavirus, gli immunodepressi e chi per necessità lavora a stretto contatto con loro e con persone senza la garanzia di riuscire a mantenere la distanza di sicurezza.

Ma quali tipi di mascherine sono disponibili?

Le principali mascherine in commercio si dividono sostanzialmente in due gruppi:

  • DPI o “Dispositivi di Protezione Individuale” e hanno la marcatura CE;
  • DM o “Dispositivi Medici” anche dette mascherine medicali.

Esaminiamole meglio e capiamo quali sono le differenze, per scegliere quella più adatta alle nostre esigenze.

FPP1, FFP2 e FFP3 per un’alta efficienza filtrante del viso

I DPI, sono in genere mascherine filtranti, fanno parte di questa categoria le famose FFP2 e FFP3 e sono regolate dalla norma europea UNI EN 149 dove FFP significa Filtering Facepiece Particles (filtraggio delle particelle facciali).

L’FFP2 ha una efficienza filtrante del 92% ed è consigliata per la protezione contro il coronavirus.

L’FFP3 ha una efficienza del 98% e rispetto alla FFP2 ha una valvola. La sua principale caratteristiche è che non trattiene il virus ma lo espelle, quindi protegge molto bene chi la indossa ma non protegge chi si trova a stretto contatto con chi indossa la mascherina FFP3.

Esiste poi il modello FFP1 che è semplicemente una mascherina antipolvere, efficace nei lavori di muratura per proteggerci appunto dalle particelle di polvere che sono molto più grandi di un virus.

Le classiche mascherine chirurgiche per bloccare il virus in uscita

I DM, anche chiamate mascherine chirurgiche, sono abbastanza efficaci se chi le indossa le tiene ben aderenti al volto e possono essere di tipo I, II o IIR. Quest’ultimo tipo è caratterizzato dalla presenza di una visiera che protegge anche gli occhi e quindi può essere particolarmente utile per proteggersi in casa quando si deve ad esempio accudire una persona anziana malata alla quale ci si deve avvicinare molto, ad esempio per aiutarla a muoversi.

Le mascherine chirurgiche bloccano il 95% dei virus in uscita. Non hanno una funzione filtrante in fase inspiratoria, pertanto non proteggono chi le indossa dall’inalazione di particelle aeree come l’aerosol che si forma dopo uno sternuto.

Un nuovo business

Alcune aziende che lavorano in ambiti completamente diversi, come per esempio imprese tessili, hanno iniziato a produrre mascherine. Una di queste è una ditta di articoli sportivi “La Sportiva”, nota soprattutto tra gli appassionati di montagna, che si è lanciata in questo nuovo ambito. La sua mascherina si chiama “Stratos Mask” e ha la caratteristica di rispettare l’ambiente. Già, perché ora che ognuno di noi utilizza mascherine, il loro smaltimento diventa un tema ambientale.

Stratos Mask viene definita una mascherina igienica sportiva di protezione generica. E’ realizzata in tessuto con filtro interno intercambiabile e facilmente sostituibile. E’ lavabile e riutilizzabile e quindi “ecologica”. Non ci sono dati sulla sua capacità di proteggerci dal virus o altri agenti patogeni e il fatto che sia definita “igienica” e di “protezione generica” non fa ben sperare per quanto riguarda il suo livello di protezione. Sembra più assimilabile a un fazzoletto che copre naso e bocca che ha una mascherina veramente utile contro gli agenti infettivi.

Anche alcuni influencer (come per esempio Chiara Ferragni) e campioni dello sport hanno iniziato a postare foto sui social network della loro collezione di mascherine firmate. Diciamo che l’augurio per noi e per le prossime generazioni e che non diventi sempre di più un oggetto di uso comune. Ma nel frattempo le aziende, cosi come le persone, si stanno adeguando e stanno reagendo a questa crisi totalmente inaspettata e a cui nessuno era preparato.

Non dimenticatevi la distanza di sicurezza

Ma indossare la mascherina non basta se non si osserva la distanza di sicurezza e soprattutto se non si cambia la mascherina ogni giorno, soprattutto se si è malati Covid-19 poiché l’umidità del respiro produce un microclima che favorisce la sopravvivenza del virus.

Quindi armiamoci di pazienza e di … mascherine ovviamente!

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