Le mascherine ci proteggono davvero o ci danno solo un falso senso di sicurezza? Come si usano correttamente, in quali occasioni sono invece sconsigliate, e si possono davvero indossare per 8 ore al giorno in ufficio? 

Indossiamo la mascherina tutti i giorni, molti per alcune ore perché sono a contatto con il pubblico e pensiamo ormai di sapere tutto su come si indossano e come si devono gestire. Tuttavia, gli studi sul coronavirus e le informazioni che ne derivano, portano novità anche su come dovremmo utilizzare le mascherine.

Delle mascherine, abbiamo parlato in un articolo di qualche settimana fa (leggi qui) e ora gli aggiornamenti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) parlano di interessanti aggiornamenti sulla sopravvivenza del virus sulla superficie e tra le trame del tessuto delle mascherine. Vediamo di cosa si tratta.

Le novità dell’ISS sulle mascherine e il Covid19

Lo studio dell’ISS “Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza Covid-19” dice che le particelle virali infettanti possono essere rilevate sul tessuto delle mascherine fino a 24 ore dopo la contaminazione, mentre nello strato interno delle mascherine chirurgiche tracce del virus possono essere rilevate fino a 4 giorni. Qui occorre fare una precisazione, ovvero che ciò che viene rilevato non è SARS-CoV-2 ma il suo RNA, perciò la presenza delle tracce del virus non sono correlate alla sua reale infettività.

Il rapporto dell’ISS fa ulteriore considerazioni sulla persistenza del virus su diverse superfici (leggi qui) e sulla resistenza alla temperatura. Ad esempio, il virus è altamente stabile a 4° centigradi, per fortuna siamo ormai fuori dall’inverno e le temperature primaverili che si stanno alzando velocemente ci vengono in aiuto anche se occorre ricordare che a 56° centigradi l’infettività si riduce drasticamente in soli 10’ e dopo 30’ il virus non si rileva più.

Mascherine e al loro utilizzo

Le mascherine lavabili dovrebbero essere usate una sola volta e poi messe subito in lavatrice anche con altri indumenti a patto che la temperatura di lavaggio sia di almeno 60° centigradi.

Le mascherine monouso dovrebbero essere gettate nella raccolta indifferenziata subito dopo l’utilizzo e soprattutto non gettate a terra a causa del loro impatto sull’ambiente. Sono allo studio diversi metodi di sanificazione delle mascherine per poterle utilizzare più volte, metodi che utilizzano i raggi UV o l’ozono (leggi qui).

Come utilizzarle quando si fa attività sportiva?

Semplicemente non dovrebbero essere utilizzate in quanto bagnandosi di sudore perdono comunque la loro efficacia protettiva, inoltre l’ambiente umido favorisce il virus invece di ostacolarlo. Infine, respirare l’aria che noi stessi espiriamo non fa bene, poiché contiene anidride carbonica e una minore concentrazione di ossigeno, la conseguenza è affaticamento, capogiri, stato confusionale, aumento della frequenza cardiaca.

Attenzione che sto parlando di attività fisica, non di normale camminata o di attività lavorativa o ludica. Negli ultimi giorni si legge anche che la mascherina farebbe male, addirittura provocherebbe il cancro! Allora tra i medici e gli infermieri che portano la mascherina molte ore al giorno, pensate ai chirurghi e tutti gli assistenti di sala operatoria, dovrebbe esserci una maggiore frequenza di casi di tumore rispetto alla media nazionale. Non è il caso!

Il buon senso è la raccomandazione che dovrebbe essere seguita, ovvero mantenere il distanziamento fisico dalle persone e svolgere con tranquillità l’attività fisica. Anche al termine dell’attività motoria intensa è meglio mantenere il distanziamento fisico, poiché si starà ancora respirando affannosamente e non è consigliabile indossare la mascherina. Solo dopo aver regolarizzato il respiro e asciugato il viso dal sudore si potrà indossare nuovamente la mascherina.

 

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