La colonna vertebrale sostiene tutto il corpo e quando una patologia la aggredisce gli effetti sono spesso invalidanti. 

Qualche mese fa, Science4life ha parlato del primo trapianto di vertebre al mondo (leggi qui). Un evento eccezionale che ha fatto fare un passo in avanti alla chirurgia spinale. Non poteva che essere fatto in un centro di eccellenza come l’Ospedale Rizzoli di Bologna.

Per fortuna non è l’unico in Italia ad eccellere nell’ortopedia e nelle sue applicazioni. L’Ospedale Humanitas di Milano è un degno esempio di eccellenza anche grazie all’alto livello tecnologico.

La precisissima tecnologia O-Arm2

Il sistema O-Arm, prodotto da una nota azienda internazionale, è stato adottato per primo dall’Ospedale Humanitas presso il Neuro Center. La tecnologia sulla quale si basa questo sistema, consente di acquisire in sala operatoria, durante l’intervento, una immagine della zona da trattare simile a quella di una TAC. Poi, l’immagine è ricostruita in 3D con un’altissima risoluzione e una quantità ridotta di raggi X che colpiscono il paziente.

Le immagini così acquisite sono associate a quelle diagnostiche della RMN e trasferite a un sistema di neuronavigazione, in questo modo il chirurgo può monitorare in tempo reale la procedura che sta eseguendo e verificare, ad esempio, la traiettoria delle viti da impiantare e utilizzare il bisturi in modo estremamente preciso.

Quali sono i vantaggi per il paziente?

Innanzi tutto, si tratta di un intervento mini-invasivo, perciò vengono minimizzate le complicanze e aumenta la sicurezza per il paziente. Inoltre, si espone molto meno il paziente ai raggi X, si riducono fortemente i tempi chirurgici dell’intervento, la perdita di sangue e conseguentemente la riabilitazione viene accelerata.

Per quali patologie si può utilizzare O-Arm2?

L’utilizzo di questa tecnologia mini-invasiva è indicata nei traumi vertebrali e nell’instabilità della colonna, quando è necessario posizionare con estrema precisione le viti che sostengono le vertebre. Inoltre, O-Arm2 può essere utilizzato nei tumori spinali, nelle mielopatie, nelle ernie vertebrali, nella scoliosi e nelle spondilolistesi degenerative.

O-Arm 2 è utilizzato anche per il trattamento di patologie cerebrali degenerative come il Parkinson, dove è necessario guidare con estrema precisione la mano del chirurgo nell’inserimento dell’elettrodo di stimolazione.

L’innovazione nell’Ospedale Humanitas non si ferma qui. Infatti, molto recentemente, i ricercatori dell’ospedale hanno intrapreso un nuovo filone di ricerca, dove vogliono unire la radiomica con la stampa 3D. Per radiomica si intende l’acquisizione e l’analisi delle immagini mediche che ad esempio, descrivono le caratteristiche e la qualità dell’osso del paziente. Avendo a disposizione queste informazioni, si può riprodurre con la stampa 3D un modello fisico delle vertebre della colonna in modo che il chirurgo possa pianificare al meglio l’intervento prima di entrare in sala operatoria e valutare le diverse opzioni chirurgiche, riducendo al minimo le possibili complicanze.

Questo abbinamento, radiomica e stampa 3D, è utile per diverse malattie, tra cui la spondilolistesi lombare, una patologia della colonna vertebrale che colpisce le persone oltre i 65 anni. Questa malattia è caratterizzata dal progressivo spostamento in avanti di una vertebra rispetto a quella sottostante. La soluzione disponibile è solo chirurgica e non sempre riesce con successo, obbligando i pazienti a sottoporsi a più interventi chirurgici.

La conoscenza preventiva della qualità dell’osso del paziente, può fare la differenza nella scelta del corretto farmaco per favorire la formazione dell’osso e aumentare di conseguenza la possibilità di riuscita dell’intervento.

Ecco un breve video che mostra la tecnologia O-Arm2. E’ in spagnolo ma di facile comprensione!

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