La vaccinazione di massa contro SARS-Cov-2 in Israele dimostra che i casi sintomatici diminuiscono del 94%.

Il 19 Dicembre 2020 Israele ha iniziato la vaccinazione di massa contro SARS-Cov-2 e a oggi, 24 Febbraio 2021, sono state somministrate circa 7,5 milioni di dosi di vaccino Pfizer-BioNTech. Circa il 49% della popolazione Israeliana ha ricevuto una dose di vaccino e circa il 34% della popolazione due dosi di vaccino.

Perché è così importante analizzare i dati di Israele?

Israele è una nazione relativamente piccola, infatti la sua popolazione è poco più di 9 milioni di abitanti ed essendo stata tra le prime nazioni al mondo a iniziare la vaccinazione, a oggi è anche di gran lunga quella con la percentuale più alta di vaccinati.

Avendo Israele anche un sistema sanitario tra i più avanzati al mondo, ci può fornire importanti informazioni sull’efficacia del vaccino contro SARS-CoV-2. La più grande organizzazione sanitaria israeliana, Clalit, ha comunicato che il vaccino Pzifer-BioNTech ha ridotto del 94% i casi sintomatici da Covid-19 e del 92% i casi gravi, in aggiunta i dati israeliani dimostrano anche che tale efficacia è la stessa per i tutti i gruppi di età. Il risultato più concreto è stato a oggi la significativa riduzione della pressione sugli ospedali e sulle terapie intensive che aveva messo in grande difficoltà Israele la scorsa primavera.

Inoltre, l’analisi dei dati israeliani, resa possibile dalla diffusa digitalizzazione dei dati dei pazienti, ha confermato anche che il vaccino di Pfizer-BioNTech è estremamente efficace dopo la seconda dose, come dimostrato dai trial clinici.

Se da una parte questi dati sono confortanti, dall’altra i ricercatori israeliani dicono che ora stanno vedendo un incremento di ospedalizzazioni di pazienti giovani e comunque mediamente al di sotto dei 60 anni e tutti non vaccinati. Questo rappresenta un altro esempio di efficacia del vaccino.

Per incrementare l’adesione alla campagna vaccinale, il Governo israeliano sta pensando di proporre la possibilità di usufruire di servizi e attività attualmente chiuse come le palestre, ristoranti, centri commerciali, solo a coloro che risulteranno vaccinati.

Cosa succede invece in Inghilterra?

Mentre i dati israeliani dimostrano che il vaccino Pfizer-BioNTech è efficace al 94% dopo una settimana dalla somministrazione della seconda dose, come atteso dagli studi clinici, tutte le nazioni europee si scontrano con la realtà della limitazione di dosi dei vaccini anti-Covid-19.

L’approccio generale è quello di suddividere le dosi in maniera da garantire a coloro che hanno ricevuto la prima dose di poter ricevere la seconda entro 3-4 settimane come da indicazioni dell’European Medicine Agency (EMA).

L’Inghilterra è a oggi, l’unica nazione europea ad aver adottato una strategia diversa, ovvero di vaccinare con una sola dose il maggior numero di persone e ritardare l’inoculazione della seconda dose per 9-12 settimane. Questa decisione, da parte dei consulenti alla sanità del Governo Inglese, si basa sul fatto che per altri vaccini, la risposta immunitaria è più forte quando il periodo di somministrazione tra la prima e la seconda dose è maggiore di 3-4 settimane. Inoltre, ci sono alcuni studi che, seppur preliminari, confermano che anche per il vaccino Pfizer-BioNTech e AstraZeneca, aumentare il tempo tra le due dosi non peggiora l’efficacia dei vaccini.

Un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha evidenziato che dopo 15 giorni dalla somministrazione della prima dose del vaccino Pfizer-BioNTech, l’efficacia è dell’89% e a oggi non ci sono evidenze che tale efficacia diminuisca dopo 21 giorni.

Come la pensano le altre nazioni europee?

A oggi la strategia delle altre nazioni europee ricalca le linee guida delle aziende farmaceutiche e dell’EMA, tuttavia la carenza di dosi potrebbe far cambiare idea a molti. La Germania, per prima, si è mossa in questa direzione dichiarando che sta osservando attentamente cosa sta facendo l’Inghilterra e che sta prendendo in considerazione di estendere il periodo di tempo tra la prima e la seconda vaccinazione.

In conclusione, la buona notizia è che, come dimostrano i dati di Israele, la vaccinazione è molto efficace ma purtroppo le dosi di vaccino non sono sufficienti per vaccinare in breve tempo un numero di persone sufficiente per generare l’immunità di gregge. Perciò, altre strategie sono necessarie e forse la strada intrapresa dall’Inghilterra, potrebbe essere una valida alternativa.

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