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Convivere con il Coronavirus – parte II

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Quale sarà lo scenario nel 2022? Torneremo alla vita normale o saremo ancora intrappolati in una quotidianità ristretta e limitata dalle misure di contenimento dell’infezione?

Mentre nel precedente articolo abbiamo affrontato il tema dello scenario nel breve periodo, in questo secondo articolo vedremo un possibile scenario nel medio periodo.

Il Covid nel medio periodo: quanto dura l’immunizzazione?

Se ci proiettiamo all’inizio del 2022, possiamo pensare che la situazione in Italia e in Europa potrà essere che una larga parte della popolazione sarà vaccinata contro SARS-CoV-2.

Quanto larga? Ritengo che una ipotesi plausibile possa essere circa il 70% della popolazione. Chi mancherà all’appello? Probabilmente i più giovani e poi tutti coloro che per vari motivi non si sono potuti o voluti vaccinare. Inoltre, dobbiamo considerare che ci saranno anche molti nuovi nati che per ovvie ragioni non saranno vaccinati subito.

Saremo perciò vicini a una immunità di gregge ma la domanda più importante sarà proprio “quanto dura l’immunizzazione?”.

In vista dell’inverno del prossimo anno, saranno istituiti dei controlli a campione o meglio a tappeto sui vaccinati, per verificare lo stato di immunizzazione, ovvero la presenza di anticorpi neutralizzanti ancora attivi. Le aziende di diagnostici che nel 2020 hanno sviluppato rapidamente dei kit di diagnosi di SARS-CoV-2 basati sulla qPCR, si stanno impegnando nello sviluppo di kit per l’individuazione degli anticorpi neutralizzanti e lo stanno facendo sia con kit di utilizzo ospedaliero che con kit rapidi utilizzabili anche in farmacia o presso il proprio medico curante.

Cosa fare se il virus muterà al punto da eludere l’immunità?

SARS-CoV-2 per sopravvivere continuerà a mutare e a creare nuove varianti che potranno reinfettare le persone che hanno già contratto l’infezione o sono state vaccinate. Come per l’influenza stagionale, dovremo fare un richiamo del vaccino.

In questo caso i vaccini più rapidi e meno costosi da sviluppare sono quelli che si basano sulla tecnologia dell’RNA messaggero (mRNA). Cambiando alcuni mattoncini del filamento dell’mRNA sarà possibile avere un nuovo vaccino efficace.

Avremo ancora situazioni di emergenza?

La severità della diffusione dei contagi, sarà influenzata dall’efficacia dei vaccini, da quante persone saranno vaccinate, da quanto a lungo i vaccini manterranno l’immunità e da come il virus evolverà. Si può prevedere che tra un anno gli ospedali non saranno in sofferenza come oggi e anche i malati mostreranno sintomi più lievi ma focolai di Covid-19 (o Covid-21) ci saranno ancora soprattutto nel periodo invernale.

In ultimo, non possiamo trascurare il fatto che non tutte le nazioni del mondo avranno lo stesso passo nella vaccinazione e che il coronavirus potrà evolversi in maniera diversa come ha già mostrato con le varianti inglese, sudafricana e brasiliana.

I viaggi di lavoro o per vacanza, oggi molto ridotti, in paesi a basso tasso di vaccinazione e con focolai di SARS-CoV-2, tra un anno potranno essere le micce che riaccenderanno l’infezione e porteranno al mettere in atto misure di contenimento restrittive in luoghi ben circoscritti.

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