La pandemia che stiamo vivendo ha mostrato tutte le debolezze della medicina sul territorio. I medici di famiglia si sono organizzati autonomamente in molti casi e hanno adattato il loro modo di visitare i pazienti. Se questo adattamento è stato possibile con una certa facilità per i pazienti adulti, cosa è successo con i pazienti pediatrici?

Ne parliamo con la dott.ssa Maria Lucia Santoro, medico pediatra presso l’ASL di Lecce, Referente Federazione Italiana Medici Pediatri di Lecce e Presidente “Associazione Italiana Salute Ambiente Società”.

Dott.ssa Santoro, quali sono le domande più frequenti che i genitori le rivolgono?

Sono molto cambiate e specialmente nell’ultimo periodo. Tempo fa si presentavano in ambulatorio la mamma con la nonna, ora vengono entrambi i genitori ed è un buon segnale vedere la partecipazione attiva dei papà durante i bilanci di salute.

Le domande sono più precise ora, i genitori sono più informati e sono più attenti all’ambiente nel quale vivono. Cercano un ambiente più naturale possibile e quindi fanno domande su come possano renderlo meno pericoloso per i loro bambini. In particolare in questo anno di pandemia, le domande più frequenti sono state a proposito della sterilizzazione dell’ambiente nel quale vive il bambino. Il mio consiglio è sempre quello di fare un uso molto limitato di candeggina e altri detergenti aggressivi che nella maggior parte dei casi sono anche interferenti endocrini che possono interferire sulle tappe evolutive del neurosviluppo del bambino oltre che sul suo sistema endocrino.

Ad esempio, invece di sterilizzare il ciuccio con l’amuchina o altri detergenti, io consiglio di tornare al vecchio rimedio della bollitura. Nello stesso modo, invece di utilizzare la candeggina per la pulizia del pavimento, consiglio di impiegare un detergente ecologico o il semplice calore. Questo al fine di prevenire che il bambino, gattonando e poi mettendosi le mani in bocca, ingerisca detergenti chimici che possono essere nocivi.

Ci sono anche molte domande sull’alimentazione?

Certamente e sono molto frequenti. Noi cerchiamo sempre di disincentivare l’utilizzo di merendine e fast food a favore di una alimentazione più sana, costituita da alimenti biologici crudi o cotti ma non di origine industriale per evitare la presenza di conservanti, pesticidi e coloranti. Consiglio la classica dieta mediterranea, ad esempio. Per favorire lo sviluppo di una memoria olfattiva, esorto i genitori a cucinare brodi o altri alimenti che spandano in cucina il buon profumo del cibo che possa essere memorizzato dal bambino.

Immagino che i genitori avranno molte domande anche a proposito dei vaccini e in particolare i vaccini anti-Covid-19. Sappiamo che i vaccini Pfizer-BioNTech, Moderna e AstraZeneca sono in fase clinica 3 per valutare efficacia e sicurezza nell’età pediatrica. Saranno presumibilmente disponibili in autunno. Quali saranno le preoccupazioni e le domande di genitori?

Ritengo che la maggior parte dei genitori avrà a quel punto compreso che i vaccini sono sicuri e saranno loro per primi a voler vaccinare i propri figli per poterli vedere di nuovo giocare e frequentare i coetanei, oltre che vederli andare a scuola in presenza, in maniera continuativa.

Coloro che saranno più titubanti, saranno quei genitori che hanno dei dubbi già ora sul vaccino per la fascia adulta. Purtroppo le varianti ci hanno dimostrato che SARS-CoV-2, che inizialmente colpiva marginalmente i bambini, ora è più aggressivo anche nella popolazione pediatrica. Inoltre, il virus muterà ancora, perciò dobbiamo essere rapidi a estendere la vaccinazione.

Una notizia interessante che si è diffusa recentemente, riguarda due bambine nate a Padova da due mamme diverse ma entrambe vaccinate al terzo mese di gravidanza, le due bambine hanno mostrato anticorpi anti-Covid-19 (qui e qui per approfondimenti). Questa è una notizia incoraggiante in quanto significa che i nuovi nati da mamme vaccinate avranno già un grado naturale di protezione, inoltre è una ulteriore prova a favore dell’efficacia dell’immunizzazione e della sua sicurezza anche in gravidanza.

Come vede cambiato il suo ruolo come pediatra?

La pandemia ha dato una spinta verso la digitalizzazione molto forte. A partire dalla ricetta elettronica che ha semplificato molto anche il rapporto con le farmacie. In aggiunta, mi è capitato di fare visite via video chiamata o tramite skype, che si sono dimostrate efficaci. Il lavoro è meglio organizzato in quanto si lavora esclusivamente su appuntamento e quindi si sono eliminate le file e le attese dovute alla presenza di pazienti che si presentavano senza preavviso. Un guadagno per i pazienti che possono programmare meglio il loro tempo e un guadagno per noi medici che possiamo essere più efficienti.

Un ulteriore effetto positivo è stato quello di ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso pediatrico che soprattutto nei giorni festivi registrava anche 35 accessi durante un turno di 6 ore, molti dei quali per eccesso di preoccupazione da parte dei genitori.

Potrà la telemedicina svilupparsi anche per il medico di base?

Senz’altro sarà di grande aiuto e a mio parere rappresenta il futuro. Ad esempio potremmo espletare un elettrocardiogramma e farlo leggere da un cardiologo accorciando i tempi e risparmiando un ulteriore passaggio ai genitori e al piccolo paziente. Soprattutto sarà essenziale lavorare in gruppo con altri professionisti della sanità, per fare questo, la digitalizzazione e la telemedicina saranno fondamentali per poter rendere più efficace e più efficiente la medicina del territorio. Ad esempio la presenza di un infermiere pediatrico sarebbe di grande aiuto e ci stiamo attrezzando per introdurre questa figura professionale negli ambulatori pediatrici.

A breve anche noi pediatri potremo eseguire le vaccinazioni obbligatorie dell’età pediatrica negli ambulatori liberando così risorse dei servizi territoriali per fare un lavoro più capillare con i nostri piccoli pazienti. Per questo sarà necessario attrezzarsi con frigoriferi adatti per la conservazione dei vaccini, avere l’accesso al database delle vaccinazioni con tutto il necessario per affrontare le emergenze.

Quando saranno autorizzati anche i vaccini anti-Covid-19 per l’età pediatrica, anche noi pediatri potremmo essere pronti per eseguirli nei nostri ambulatori.

Infine una curiosità, come è nata la sua passione per la pediatria?

Ho sempre avuto la passione per i bambini e quindi la scelta della specializzazione in pediatria è stata molto naturale. Inoltre, la professione di pediatra di famiglia mi ha permesso e mi permette tuttora di accompagnare i miei pazienti nel loro percorso di crescita. Un altro aspetto che mi ha sempre motivato è il ruolo di aiuto che il pediatra ha anche nei confronti dei genitori, soprattutto delle giovani coppie e di quelle coppie che non hanno il supporto dei nonni che per vari motivi non rivestono più il ruolo che avevano in passato.

This post is also available in: English

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here