Con il caldo arrivano le zecche e si trovano in bassa montagna, in campagna ma anche nei parchi cittadini. Sono certamente fastidiose, ma quanto sono pericolose e come possiamo proteggerci?

Le zecche sono in grado di trasmettere all’uomo gli agenti patogeni responsabili di alcune patologie. Con l’inizio della bella stagione le zecche abbandonano lo stato di quiescenza invernale e si avviano alla ricerca di un ospite da parassitare. Nei mesi primaverili ed estivi è quindi più frequente imbattersi nel cosiddetto “morso da zecca”. Il morso della zecca non è di per sé pericoloso per l’uomo, i rischi sanitari dipendono invece dalla possibilità di contrarre infezioni trasmesse da questi animali in qualità di vettori.

L’eziologia di queste malattie da vettore comprende diversi microrganismi: protozoi, batteri e virus. Le patologie infettive veicolate da zecche che presentano rilevanza epidemiologica in Italia sono principalmente:

La maggior parte di queste malattie può essere diagnosticata esclusivamente sul piano clinico, ma una pronta terapia antibiotica, nelle fasi iniziali, è generalmente risolutiva in particolar modo per le forme a eziologia batterica. Solo raramente (fino al 5% dei casi) e in soggetti anziani o bambini queste infezioni possono essere pericolose per la vita.

Meningoencefalite da zecche

La più pericolosa delle malattie trasmissibili dalle zecche è la meningoencefalite causata da un virus trasportato dalla zecca. Le zecche infette dal virus che causa la meningoencefalite sono presenti prevalentemente nel nord-est Italia e in Svizzera.

Quando si viene punti da una zecca infetta, generalmente l’infezione non dà luogo ad alcun sintomo. In una minoranza di persone, sintomi influenzali (febbre, dolori agli arti) possono apparire tra 2 e 28 giorni che seguono la puntura della zecca. Questi sintomi scompaiono dopo qualche giorno, dopodiché la persona rimarrà immunizzata e quindi protetta per tutta la vita.

Dal 5 fino al 15% delle persone ammalate, 4-6 giorni più tardi, l’infezione può estendersi al cervello e generare una meningite o una meningoencefalite. I sintomi includono la rigidità della nuca, confusione mentale e paralisi. Stanchezza, problemi di concentrazione, di memoria, del sonno e vertigini possono perdurare per settimane o addirittura per mesi, per scomparire generalmente nella maggior parte dei casi.

Le forme più gravi della malattia possono provocare delle sequele permanenti. Il decesso avviene nell’1% dei casi, soprattutto nei pazienti anziani.

Vaccinazione contro la meningoencefalite da zecche

La prima raccomandazione per prevenire la puntura della zecca è quella di indossare vestiti ben chiusi quando ci si trova in zone a rischio, usare repellenti facilmente disponibili in commercio e evitare sottoboschi. Se si sente la puntura, che di solito è abbastanza dolorosa, si deve immediatamente staccare la zecca (qui per ulteriore informazioni) e disinfettare.

La vaccinazione è l’unico modo efficace di proteggersi dalla meningoencefalite. E’ ovviamente consigliata solo a coloro che frequentano assiduamente i posti dove è ben nota la presenza delle zecche.

Il vaccino contiene virus uccisi e la vaccinazione prevede 3 dosi, al seconda a distanza di 2-4 settimane e la terza dopo 6-12 mesi. In seguito è raccomandato un richiamo ogni 10 anni.

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