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Il microbiota della vagina

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Il microbiota è parte di noi e gli organi genitali non sono esclusi. Quando il microbiota vaginale non è sano possono insorgere delle vaginiti. Quali sono le correlazioni tra vaginosi batteriche e microbiota? Come prevenirle?

Il microbiota è l’insieme dei microorganismi (batteri, virus, funghi…) che albergano nel nostro corpo. Si trovano ovunque, dalla pelle all’intestino, dalla bocca ai genitali. Possono trovarsi in due forme: in eubiosi o in disbiosi, ovvero in equilibrio tra loro e l’organismo che li ospita oppure in disequilibrio.

Anche la vagina ha un microbiota molto importante, basti pensare che molti studi hanno ampiamente dimostrato quanto sia importante per il bambino nascere con parto naturale proprio perché passando per il canale vaginale entrerà in contatto con i primi microorganismi e questo contatto consentirà al bambino di sviluppare il sistema immunitario che lo proteggerà nei primissimi mesi.

Oltre a questo aspetto molto importante, studi recenti riportano che il 29% delle donne sono colpite da infezione batterica vaginale almeno una volta nella vita. Ma oltre il 10% soffre di infezioni ricorrenti.

Perché le vaginiti batteriche sono così diffuse e frequenti?

Il batterio più comune che causa la vaginite batterica è Gardnerella vaginalis, che prolifera quando il microbiota vaginale della donna si trova in disbiosi, ovvero in disequilibrio. In particolare, alla base della proliferazione dei batteri cattivi come Gardnerella vaginalis, è la variazione nella presenza di altri batteri chiamati lattobacilli che naturalmente si trovano nella vagina. Inoltre, molto importante è il pH della vagina, ovvero l’acidità dell’ambiente vaginale. Anche questa acidità è determinata dalla quantità e dal tipo di Lattobacilli.

I lattobacilli sono batteri buoni, il cui compito è di produrre acido lattico per mantenere l’ambiente vaginale leggermente acido per evitare la proliferazione di batteri nocivi (un pH vaginale normale è di circa 4,5 nella donna fertiel mentre può salire a 6 nella donna in menopausa).

In caso di vaginite batterica i lattobacilli diminuiscono e cambiano di specie, di conseguenza anche il pH cambia favorendo la proliferazione dei batteri nocivi.

Quali sono gli indicatori di un microbiota vaginale in eubiosi (in equilibrio)?

Abbiamo già detto che il microbiota vaginale è dominato da specie di Lattobacilli. Sulla base della loro abbondanza si identificano cinque comunità microbiche chiamate “Community State Type” (CST) e differenziate nel seguente modo:

  • CST I – Lactobacillus crispatus
  • CST II – Lactobacillus gasseri
  • CST III – Lactobacillus iners
  • CST IV – Lactobacillus jensenii
  • CST V – bassissimo contenuto di lattobacilli e elevata biodiversità di molte specie di batteri

E’ stato dimostrato che donne con CST I hanno il minor rischio di vaginiti batteriche, poiché il pH della vagina è più basso (circa 4) e impedisce la proliferazione di specie batteriche cattive. Dall’altra parte, donne con CST IV e pH 5,3 hanno mostrato il rischio maggiore.

Quali sono gli altri fattori di rischio per la vaginite batterica?

Oltre al microbiota in disbiosi (CST superiore a III), altri fattori di rischio sono impotabili a:

  • fumo;
  • uso frequente di lavande o irrigazioni vaginali;
  • molteplici partner sessuali senza utilizzo di preservativo;
  • rapporti con altre donne.

Come prevenire le vaginiti batteriche?

Ovviamente i primi metodi da adottare si rifanno all’elenco qui sopra ma altrettanto importante è effettuare dei controlli periodici del pH della vagina e poi un’analisi microbica per conoscere il proprio CST. In base a queste informazioni, il ginecologo sarà in grado di fornire la migliore terapia che potrebbe includere antibiotici ma anche probiotici di ultima generazione che possono fornire batteri buoni all’ambiente vaginale e ripristinare un microbiota sano.

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