Yuto Nagatomo, calciatore professionista con un trascorso in serie A, ha seguito per oltre un anno un programma incentrato sul benessere del microbiota e ha migliorato le sue prestazioni sportive. Una chiara conferma che il benessere dell’intestino influenza tutto l’organismo sia da un punto di vista fisico che psicologico.

In un recente articolo, abbiamo parlato di come un microbiota sano sia importante per uno sportivo, professionista o amatoriale. A conferma di quanto sia cruciale questo argomento, da oltre un anno si sono avviati diversi programmi di studio in cui sportivi professionisti vengono monitorati anche a livello di profilo del microbiota.

Un Giapponese in Europa

Qui riportiamo l’esempio del calciatore professionista Yuto Nagatomo, uno dei pochi, forse l’unico, calciatore laureato. E’ noto in Italia fin dal 2010 quando è approdato a Cesena per poi spostarsi a Milano nell’Inter dove ha giocato fino al 2018. Inoltre, Nagatomo è un titolare della nazionale di calcio Giapponese.

Nagatomo è molto attento al suo stile di vita e cerca di mantenere anche la dieta tipica giapponese che è molto diversa da quella mediterranea e da qualsiasi dieta europea. Tuttavia, i frequenti spostamenti per ragioni professionali hanno portato Nagatomo a doversi adattare al nuovo ambiente nel quale si trovava e il suo intestino ha cominciato a mandargli segnali di allarme che si sono ripercossi sulle sue prestazioni sportive.

Bifidobacteria Training

Per far fronte allo squilibrio del suo intestino, Yuto Nagatomo ha aderito a un programma di Morinaga Milk, un’azienda giapponese che studia l’interazione tra microbiota e benessere dell’intestino. Morinaga Milk si avvale dei più innovativi sistemi per l’analisi del DNA e di sistemi bioinformatici per l’analisi dei batteri prima, durante e dopo il trattamento.

In seguito al trasferimento di Nagatomo in Francia nel 2020, il suo microbiota si è trovato in una condizione di disbiosi (disequilibrio), influenzando anche le sue prestazioni sportive. Aderendo al programma Morinaga Milk, Nagamoto ha assunto bifidobatteri e ha seguito una dieta alimentare precisa ripristinando l’eubiosi (equilibrio) della sua flora batterica intestinale. Il continuo monitoraggio del microbiota eseguito dai ricercatori ha evidenziato, dopo circa sei mesi dall’inizio del programma, la sparizione dei batteri dannosi a favore di quelli buoni (ad esempio i batteri che producono butirrato) e di conseguenza il calciatore ha ricominciato a sentirsi bene e le sue prestazioni sportive sono migliorate.

Questa è la prima esperienza di monitoraggio dei cambiamenti nella composizione microbica intestinale di uno sportivo ed è inoltre chiaramente associata al miglioramento psicologico e di prestazioni dell’atleta.

Quali possono essere i prossimi passi?

Gli infortuni sono lo spettro costante degli sportivi professionisti e il dolore ne è una conseguenza che limita le prestazioni sportive. Pertanto, l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), analgesici oppiodi o non oppiodi, anestetici sono diventati i compagni quasi quotidiani degli sportivi professionisti. Tuttavia, l’assunzione di questi farmaci può danneggiare il sistema gastroenterico e portare il microbiota in disbiosi.

Inoltre, anche le bevande sportive, più comuni dell’acqua nel regime di idratazione dell’atleta, possono avere un effetto deleterio sull’integrità intestinale e sulle risposte immunitarie (ricordiamo che il 70% del nostro sistema immunitario si origina dall’intestino). Il motivo risiede nel loro contenuto di dolcificanti artificiali, coloranti alimentari ed emulsionanti.

Pertanto, il prossimo passo, nella prevenzione degli infortuni e di conseguenza del dolore, potrebbe essere quello di lavorare su strategie alternative alle terapie farmacologiche, ovvero sul supporto con probiotici ai sistemi di difesa antinfiammatori e antiossidanti dell’organismo in modo da mantenere le risposte immunitarie appropriate ed evitare risposte infiammatorie esagerate.

Vedremo se Nagamoto si presterà a sperimentare su se stesso anche questo approccio.

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