E’ arrivata la stagione fredda e con essa si intensificano le malattie dell’apparato respiratorio. Come se non bastasse l’influenza, da due inverni abbiamo anche il Covid. Come possiamo difenderci senza imbottirci di farmaci? Può il cibo migliorare la risposta del nostro sistema immunitario?

Da sempre l’uomo ha cercato nel cibo l’aiuto indispensabile per combattere le malattie, poi con l’avvento dei farmaci si sono perse alcune buone abitudini a tavola, soprattutto a causa dei cibi industriali che hanno preso il sopravvento a causa della mancanza di tempo.

Recentemente però si è diffusa una nuova branca della medicina: l’immunonutrizione.

Che cos’è l’immunonutrizione?

L’immunonutrizione studia il rapporto tra gli alimenti e la modulazione della risposta del sistema immunitario. Infatti, è assodato che alcuni cibi contengono sostanze che svolgono un’azione stimolante e protettiva del sistema immunitario, permettendoci di alzare le difese immunitarie naturalmente contro agenti patogeni infettivi.

E’ quindi molto importante alimentarsi bene, soprattutto per limitare gli stati infiammatori a carico del tratto gastro-intestinale dove si originano anche il 70% delle nostre difese immunitarie. Oltre a mangiare cibi salutari è anche molto importante seguire delle norme igieniche che ci consentano di evitare la propagazione dei microorganismi, norme semplici come lavarsi frequentemente le mani con sapone, sternutire nel fazzoletto di carta e poi gettarlo nel cestino dei rifiuti, non frequentare luoghi affollati se già raffreddati o peggio se si ha già mal di gola o altri sintomi simil-influenzali.

Quando è nata l’immunotrizione?

Curarsi con il cibo è una pratica che è vecchia quanto l’uomo. Infatti, già gli uomini primitivi cercavano nel cibo quelle sostanze che potevano aiutargli a guarire. Lo studio e l’incrementare della conoscenza hanno poi fornito delle spiegazioni ai vantaggi di alcuni alimenti, fino ad arrivare alla pratica di somministrare alcuni particolari cibi per facilitare il decorso post-operatorio.

Più recentemente, i medici hanno sviluppato delle diete arricchite con nutrienti dotati di azione immunomodulante e antiinfiammatoria.

Quali sono gli alimenti che possono aiutare le nostre difese immunitarie?

Oltre ad utilizzare gli alimenti in ambito medico, possiamo utilizzarli consapevolmente nella nostra quotidianità. Tuttavia, prima dobbiamo eliminare quelle pratiche possono peggiorare la funzionalità del nostro sistema immunitario. In particolare, ridurre il consumo di zuccheri (ad esempio merendine, zucchero dolcificante nelle bevande) è una ottima pratica che evita gli stati infiammatori dell’intestino.

Tornando agli alimenti, ce ne sono vari che possono essere d’aiuto come ad esempio quei cibi ricchi in arginina e acidi grassi omega-3:

  • pesce azzurro
  • aringa
  • sgombro
  • sardine
  • tonno
  • salmone

Lo zinco è molto importante nell’alimentazione in quanto fondamentale per la corretta funzionalità di molti enzimi e soprattutto nelle carni come il filetto, la costata e il girello. Lo zinco si trova anche polpo, nel latte i suoi derivati.

La glutammina e l’arginina sono aminoacidi essenziali ed entrambi svolgono un ruolo fondamentale a favore degli enterociti (cellule della mucosa intestinale e da qui il collegamento con il sistema immunitario). La glutammina ha anche un’azione primaria sull’attivazione linfocitaria e dei macrofagi. Inoltre, è stato dimostrato che ha un’azione importante nella guarigione delle ferite e nella riduzione dei tempi di degenza. L’arginina si trova nella carne, mentre la glutammina nel latte e formaggi.

Infine, nella propria dieta, non dovrebbero mai mancare il resveratrolo, la vitamina C e la vitamina D.

Il resveratrolo è una molecola vegetale che si trova nella buccia dell’acino d’uva, nei pinoli, bacche e anacardi. Ha delle proprietà anti-infiammatorie, anti-tumorali e protegge l’organismo da patologie cardiovascolari.

La vitamina C è un antiossidante con proprietà antivirali e si trova nel kiwi, nell’arancia, nel peperone e in generale negli ortaggi a foglie verdi.

La vitamina D (d cui abbiamo parlato ampiamente in questo articolo), svolge un ruolo protettivo contro le infezioni respiratorie e diversi studi indicano che ha un ruolo protettivo anche contro SARS-CoV-2.

Ovviamente, alimentarsi bene è alla base della naturale protezione contro le patologie, a volte però mangiare il cibo giusto non è sufficiente in quanto si soffre di altre patologie che non consentono di assumere tutti i nutrienti, allora gli integratori possono essere d’aiuto ma senza pensare di sostituire gli alimenti con gli integratori per evitare di cadere in trappole come quelle di cui abbiamo parlato in questo articolo.

In conclusione, ricordiamo sempre che la migliore dieta non è efficace se non accompagnata costantemente da una sana attività fisica e dall’esposizione al sole!

 

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