Fare 10.000 passi al giorno è un obiettivo che tanti si pongono per stare in salute. Ma sono sufficienti 10.000 passi e quali evidenze scientifiche ci sono a favore di questo obiettivo giornaliero o è solo un mito che si è diffuso nel tempo?

Alcuni miti non muoiono mai. L’idea di fare 10.000 passi al giorno è uno di questi. Quello che è nato come un accattivante slogan di marketing è diventato un mantra per chiunque promuova l’attività fisica. Ma l’obiettivo dei 10.000 passi è arbitrario e ignora una verità fondamentale: quando si tratta di attività fisica, qualsiasi cosa è meglio di niente!

Da dove si è originato il mito dei 10.000 passi?

Tutto ebbe inizio nel 1965 quando un’azienda Giapponese, la Yamasa Tokei, cominciò a vendere un conta-passi è lo chiamò manpo-kei che in Giapponese si traduce in misuratore di 10.000 passi (Man – 10.000; Po – passi; Kei – metri). L’invenzione sfruttò la grande popolarità per l’atletica che si era sviluppata in seguito alle Olimpiadi di Tokyo del 1964.

La Yamasa Tokei fece una bella campagna di marketing e fece leva su uno dei desideri maggiori dell’essere umano: perdere peso.

La soglia dei 10.000 passi è perciò del tutto arbitraria e priva di alcun fondamento scientifico che la giustifichi. Tuttavia, tante altre aziende, dopo la Yamasa Tokei si sono buttate in questo settore e hanno immesso sul mercato orologi con la funzione di conta-passi e misuratore di calorie consumate. Anche in questo caso bisogna chiarire che le calorie misurate dal dispositivo portatile sono solamente una stima e spesso sono utilizzate come alibi per giustificare sgarri alla dieta, auto-convincendosi che l’aver consumato 1.000 calorie in un giorno giustifichi una pizza o una merendina in più. 

Quanti passi ci vogliono per stare in forma?

La risposta è: dipende. Dipende dall’età, lo stato di salute generale, la presenza di patologie, se si è fumatori, ecc…

Un interessante studio di un gruppo Canadese ha evidenziato che aumentare del 20% il numero dei passi giornalieri nei pazienti diabetici, porta ad un miglioramento del controllo dello zucchero nel sangue. In un altro studio, un gruppo di donne in menopausa è stato sottoposto a un programma di camminate da 9.000 passi nell’arco di 24 settimane e il risultato è stato la riduzione di 11 punti della pressione del sangue. Un altro studio Giapponese svolto su donne in menopausa, ha evidenziato un miglioramento del profilo lipidico aumentando il numero di passi giornalieri da 6.800 a 8.500.

Non è tanto importante camminare 10.000 passi al giorno, quanto è importante fare una costante attività fisica giornaliera in quanto l’essere umano non si è evoluto seduto su una poltrona ma piuttosto camminando per molti chilometri ogni giorno per procacciarsi il cibo cacciando e poi coltivando la terra. Il nostro corpo, perciò deve muoversi per tenere in costante esercizio la muscolatura che tiene poi in sede tendini, legamenti e articolazioni.

La camminata serve a fare girare a basso numero di giri il nostro motore ed è quindi utile per mantenere un livello base di salute. Se si vuole vivere meglio a lungo la sola camminata non basta, servono esercizi di mobilità ad esempio per mantenere flessibile la colonna vertebrale (quanti non riescono a guardare nel lunotto posteriore quando fanno inversione in auto?). Servono esercizi di stretching per evitare che le catene muscolari si accorcino e si incorra in dolori alla schiena e alle gambe. Servono esercizi con pesi adatti alla propria forma fisica ed età in modo da potenziare i muscoli che, come detto sopra, tengono in sede le articolazioni. Infine, bisogna mangiare bene e nella giusta quantità, perché un motore al quale si fornisce della benzina di bassa qualità, renderà meno e nella peggiore delle ipotesi si ingolfa.

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